Stamattina inizieranno ufficialmente le operazioni di ingresso negli appartamenti realizzati a via Gobetti, a via Labriola e alla piazza della Socialità: sette famiglie traslocheranno dalla Vela Verde e da quella Celeste verso case nuove di zecca e, probabilmente, anche verso una nuova vita, lontana dal degrado di quei giganti malmessi e pericolosi. Tanto per capire qual è lo stato delle Vele, nell’ordinanza che il Comune ha previsto per le operazioni di trasferimento, viene fatto esplicito divieto di trasportare le suppellettili lungo le passerelle e le scale: sarebbe troppo pericoloso, i traslochi possono essere effettuati soltanto utilizzando pedane elevatrici.
. S’è scatenata una entusiasmante solidarietà d’altri tempi – come riporta l’edizione online del Mattino – : donne e uomini di tutti gli appartamenti che dovranno essere liberati, si aiutano reciprocamente a liberare armadi e a riempire scatoloni per il trasloco. Già ieri pomeriggio i camion per il trasferimento erano sistemati sotto ai balconi: sono stati già riempiti e qualcuno ha dormito seduto al posto di guida perché stamattina, alle prime luci dell’alba, si partirà verso la nuova casa. E dietro questa fretta si nasconde anche la porzione più brutta di questa storia perché in molti hanno paura che l’appartamento già assegnato possa essere «invaso» da qualcuno. Il passato di questa città racconta mille storie del genere: ti presenti alla casa che ti è stata assegnata e scopri che qualcuno s’è infilato dentro prima di te.
Il pericolo, nel caso specifico, dovrebbe essere scongiurato, perché all’ingresso dei nuovi palazzi dove saranno accolti i 115 nuclei familiari, da giorni c’è un presidio della polizia municipale: gli uomini e le donne dell’unità operativa «Tutela patrimonio», agli ordini del capitano Vassallo, si alternano in turni che coprono ventiquattro ore su ventiquattro. E il presidio costante rimarrà attivo fino al completamento delle operazioni che dureranno venti giorni.
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