Un attacco dei Minichini-Schisa, un gruppo con forti aderenze nel rione De Gasperi,o una risposta all’agguato fallito a Volla la settimana scorsa contro un ras di vecchia data che ha sempre operato in provincia. Ecco le due piste seguite dagli investigatori per “leggere” la sparatoria di ieri alle 13 in cupa Molisso. Sia la prima che la seconda ipotesi sono ritenute credibili e a sostegno di entrambe ci sarebbero elementi logici concreti. Sulla seconda si starebbe soffermando di più l’attenzione della polizia – come riporta Il Roma – che in questo caso penserebbe a una vendetta maturata negli ambienti collegati al pregiudicato preso di mira e solo per fortuna rimasto illeso.
L’altra possibilità investigativa per risolvere il caso, parte dal presupposto che qualcuno voglia scalzare i De Micco dal monopolio nel controllo degli affari illeciti a Ponticelli, comprendendo anche le zone di confine con oi paesi della provincia circostanti. Il gruppo Minichini-Schisa non è nato nel rione De Gasperi, ma addirittura a Brusciano secondo gli investigatori. Si sarebbe però insediato, o quantomeno avrebbe una base consistente nell’ex feudo dei Sarno, ormai scomparsi dalla circolazione dopo le vendette trasversali con gli omicidi di alcuni loro stretti familiari.
La fine di un’epoca, una valanga partita con il pentimento di Giuseppe Sarno “o’ mussillo”, cui è seguita a distanza di poco tempo la collaborazione con la giustizia del fratello Ciro “o’sindaco”. Ma nella geografia criminale di Ponticelli e zone limi-rofe vanno inserite altre due organizzazioni: quella con quartier generale tra Cercola e Volla, con la partecipazione anche di alcuni ex cutoliani, e i De Luca Bossa nel lotto O. Gruppi, uno nuovo e l’altro nato anni fa, considerati attivi dagli investigatori anticamorra che si occupano della parte orientale della città, ma con si-uazioni interne molto diverse


