Doveva essere il giorno più bello della loro vita, invece poteva trasformarsi in un incubo. E’ un vero e proprio dramma quello vissuto da Giuseppe e Simona, coppia di Arzano, a causa di un presunto caso di malasanità avvenuto presso il Vecchio Policlinico di Napoli. La donna, in attesa di una bambina, era stata ricoverata presso il nosocomio napoletano per partorire. Simona non aveva avuto nessun problema durante la gravidanza, ma in ospedale qualcosa è andato storto tanto da rischiare la vita. Adesso la famiglia è pronta a presentare denuncia alle forze dell’ordine, tramite l’avvocato Paolo Volpe, per far piena luce sulla vicenda ed individuare eventuali responsabilità.
A spiegarci l’accaduto è Giuseppe, il marito della donna, il quale ha vissuto veri e propri momenti di angoscia dopo il paeto della moglie.
“Simona ha portato avanti una gravidanza per un perfetto parto naturale, ma il 2 novembre i medici hanno deciso di effettuare un cesareo programmato, poiché i medici avrebbero riscontrato un invecchiamento della placenta ed una crescita ormai zero della piccola, “stranamente” non accertato al momento del parto. Dopo l’operazione la bimba è stata portata, da prassi, presso il T.I.N. (Terapia Intensiva Neonatale), e mia moglie è tornata in stanza con i normali postumi dell’ intervento”. Ma all’improvviso la situazione fisica della moglie è peggiorata. “Nei giorni a seguire i valori dell’emoglobina di Simona sono scesi e noi familiari ci siamo interrogati a riguardo e, dopo svariate richieste allo staff medico, abbiamo ottenuto un’ecografia dalla quale è stata riscontrata la presenza di due sacche di versamento di sangue sotto la ferita, forse perchè la ferita è stata suturata male. Nei giorni seguenti abbiamo notato notevoli perdite di sangue fino a quando, il 7 novembre, aggravatasi la situazione, il medico visitandola ed osservando l’addome gonfio, ha definito anomala e grave la situazione e ha deciso di operarla d’urgenza. Simona ha subito un’anestesia totale, operazione che riesce, vengono applicati due drenaggi”.
Dopo circa 24 ore (quindi martedì 8/11) viene tolto un drenaggio, ma martedì la situazione precipita di nuovo. La donna viene infatti riportata di nuovo in sala operatoria poichè uno dei medici avrebbe spezzato l’altro drenaggio all’interno dell’addome. Così la donna viene sottoposta ad un nuovo intervento prima con anestesia locale, poi diventata totale per un presunto errore di una dottoressa dello staff medico.
“Mia moglie con cui avevo parlato poco prima, viene trasportata d’urgenza in rianimazione
A causa dello choc subito, per non avere problematiche respiratorie ad un normale risveglio, hanno “preferito” un risveglio monitorato e controllato. Giovedì 10 novembre mia moglie è finalmente tornata nel reparto di Ginecologia, ma ha subito un notevole disagio psicologico dovuto al mancato allattamento della bimba e alla necessaria lontananza dalla piccola. Abbiamo vissuto una vera e propria odissea che poteva finire in tragedia. Immaginate quando Iris chiederà magari un fratellino o sorellina, secondo voi Simona come la prenderà!?
Qualcuno mi assicura che mia moglie non avrà ripercussioni psicofisiche!? Per questo motivo chiedo che si fatta chiarezza sull’accaduto. Hanno strappato a tutte le nostre famiglie la serenità, un momento di pura gioia”.
Giuseppe è pronto a denunciare tutto alla polizia che darà il via all’inchiesta per accertare se Simona sia stata vittima dell’ennesimo caso di malasanità.
