Gli investigatori hanno esaminato gli scenari, per trovare una pista per le indagini. I poliziotti del commissariato Ponticelli ieri hanno ripercorso le ultime informative redatte dalle forze dell’ordine: il De Micco sono in difficoltà. Negli ultimi mesi hanno fatto a meno di buona parte del sostegno dei Cuccaro, anche loro in declino. Entrambi i gruppi hanno perso pedine importanti, quelli che gli inquirenti definiscono i ‘colonnelli’ delle organizzazioni. Sono stati indeboliti da arresti eccellenti: i ‘big’ sono stati tutti arrestati. I “Bodo” ora hanno tra le fila ragazzi con non più di 25 anni. Luigi De Micco è stato fermato più volte per controlli dalle pattuglie di Ponticelli in compagnia di ventenni. Sarebbe un gruppo da riorganizzare. Secondo la polizia, i De Micco non hanno ora una gerarchia di comando consolidata.
Questo li renderebbe vulnerabili. Gli agenti hanno esaminato il luogo dell’agguato avvenuto alle 13 e 30 dell’altro ieri: via Cupa Molisso è ritenuto il quartier generale del gruppo. A pochi metri dal commissariato (è sul lato opposto della strada). Qui da alcune settimane regna una atmosfera di tensione: i centauri non si allontanano dalla zona e chi entra nell’isolato viene esaminato dalla testa ai piedi, soprattutto se non è del rione. De Micco e Autore sono stati feriti in una sorta di ‘bunker” urbanistico: un terrazzino in cemento armato davanti alle palazzine, che affaccia sulla strada. Un punto sopraelevato (separato dalla strada da una rampa di scalini). Da qui si vedono arrivare i veicoli, che devono oltrepassare una stretta rete in ferro. Probabilmente i due hanno notato la macchina pochi secondi prima degli spari e avuto il tempo per voltarsi e correre verso i porticati degli edifici. Ecco perché De Micco è stato ferito a un fianco e il 23 enne alle spalle. Ma c’è di più: se i killer fossero arrivati dal lato opposto, cioè dai porticati, probabilmente avrebbero sorpreso alle spalle le vittime, che non avrebbero avuto vie di fuga. Si tratta di elementi ora al vaglio degli investigatori, per ricostruire la sequenza del raid e trovare una pista per le indagini nel più breve tempo possibile. L’assalto a colpi di pistola è scattato in una sorta di roccaforte. Senza contare che chi ha sparato indossava un casco integrale per moto: teme di essere riconosciuto? Gli agenti della Investigativa hanno effettuato dei controlli mirati a Ponticelli: hanno rintracciato alcuni pregiudicati che abitano nella zona e li hanno ascoltati. L’obiettivo è raccogliere informazioni, anche in via confidenziale
Gli agguati per colmare il ‘vuoto di potere’ nel rione. Ecco il clan sotto attacco e le nuove leve che ambiscono aprendere il comando
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