«Ho saputo che è stato Emanuele Esposito ad uccidere Vastarella e Vigna nel circolo delle Fontanelle». Sono queste le prime accuse di Rosario De Stefano, uomo del Lo Russo, al servizio del boss per poter mettere a segno reati – rivela il Roma -. Emanuele Esposito invece è in carcere per il duplice omicidio. Contro di lui una vendetta atroce e trasversale compiuta a Marano. Il padre e il fratello furono ammazzati. È sua il clamoroso audio. Una telefonata choc di Antonio Genidoni ed Emanuele Esposito.Telefonate choc in un mare di lacrime.«Adesso li devo sterminare tutti con le bombe. Anche i bambini di cinque anni. Gli uccido i figli e i bambini. Meglio che se li tengono a casa». È il 7 maggio del 2016, alle ore 13 due killer entrano in un’officina a Marano di Napoli e fanno fuoco. Muoiono Giuseppe e Filippo Esposito, padre e figlio. Poco dopo l’agguato arriva un sms ad Antonio Genidoni, boss del quartiere Sanità di Napoli. Era a Milano agli arresti domiciliari: lo avvertono di quanto è accaduto poco prima a Marano. Quel duplice omicidio è una vendetta trasversale per un altro duplice omicidio avvenuto il 22 aprile ed organizzato, secondo l’accusa, da Genidoni e da Emanuele Esposito, figlio e fratello delle due vittime innocenti. In casa c’è una microspia piazzata dalla squadra mobile di Napoli e gli investigatori ascoltano tutto in diretta. Esposito si dispera, si prende a schiaffi, distrugge delle suppellettili, Antonio Genidoni prova a calmarlo ed entrambi meditano la vendetta. Il giorno dopo il blitz della Squadra Mobile coordinato dalla Dda di Napoli. Genidoni ed Esposito sono in galera accusati di aver ucciso al rione Sanità due esponenti del clan Vastarella.
«Boss e cognato trucidati? Li ha ammazzati lui». Pentito incastra killer e mandanti
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