C’è una prima indicazione. Un segnale che potrebbe aiutare gli investigatori a fare piena luce sull’agguato dello scorso pomeriggio a Ponticelli contro Luigi De Micco (ritenuto dagli inquirenti l’attuale reggente dei ‘Bodo’,) e Antonio Autore. 23enne già noto alle forze dell’ordine e personaggio molto vicino proprio a Luigi De Micco. Gli agenti di polizia del locale commissariato – come riporta Cronache di Napoli – hanno individuato l’auto utilizzata dai killer: si tratta di una Fiat Bravo, vecchio modello, di colore bianco. La vettura, con a bordo due persone con i vola coperti da caschi integrali, è arrivata in via Cupa Molisso – roccaforte del clan De Micco – a tutta velocità. Uno dei due sicari ha estratto una pistola ed ha esploso 15 colpi in rapida successione contro Luigi De Micco e Antonio Autore, colpendoli, però, in punti non vitali. Il primo è stato centrato ad un fianco, il secondo alla schiena.
Una circostanza sostengono gli inquirenti – che spiega come i due avessero capito di essere finiti nel mirino dei killer. Al momento della vettura non c’è traccia ma la prima ipotesi è che si tratti di un’utilitaria rubata – verosimilmente – nell’area a nord di Napoli. Inizia ad essere più chiaro anche il movente dell’agguato. Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, l’attacco subito da Luigi Bodo – nel rione dove si sente più al sicuro sarebbe riconducibile ad una lite avvenuta qualche tempo fa con un pregiudicato – scarcerato da circa un anno – che avrebbe iniziato ad estendere il proprio controllo nelle zone di Pomigliano d’Arco, Casalnuovo e Volla.
Non è escluso, al momento, un collegamento con la sparatoria avvenuta il 2 novembre in via Cristoforo Colombo a Volla e la sera dopo a Giugliano. Nel primo caso i killer – a bordo di una Ford C-Max hanno esploso 10 colpi di pistola contro una Panda bianca, tuttavia senza riuscire a centrare il bersaglio. A Giugliano, invece, è rimasto gravemente ferito un uomo indicato nelle informative dell’Antimafia come soggetto “molto vicino al nuovo ras di Pomigliano e Casalnuovo”. L’uomo – secondo gli investigatori – avrebbe dovuto partecipare ad un incontro chiarificatore dopo l’agguato di Volla. Evidentemente la ‘trattativa’ non è andata a buon fine ed è stato ferito con un proiettile all’emitorace destro esploso da distanza ravvicinata. La sparatoria di Ponticelli potrebbe essere una ‘risposta’ ai due raid dei giorni scorsi. Naturalmente si tratta solo di una delle piste battute in queste ore dagli investigatori. L’intera area di via Cupa Molisso è stata letteralmente blindata da carabinieri e polizia. Il rischio di una nuova ondata di violenza nella zona di Napoli Est è elevato.
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