Una paranza del gruppo Cesarano è stata aggredita e pestata a sangue in una sorta di regolamento di conti negli ultimi giorni. A riportare l’indiscrezione è Cronache di Napoli secondo cui, dietro la calma apparente che regna nel quartiere di Secondigliano, si nasconderebbe altro. A dimostrazione del clima di tensione che si respira nei vicoli dell’area nord di Napoli c’è quest’aggressione che potrebbe avvelenare, ancora di più, l’aria.
Il gruppo Cesarano, ritenuto dalle forze dell’ordine indipendente, anche se contiguo alla ‘Vanella Grassi’, ha il suo quartier generale in piazza Giovanni XXIII. Qui gestisce alcune piazze per lo spaccio del ‘fumo’. Nei giorni scorsi ha subito un’aggressione brutale da una banda di uomini. Si tratterebbe di una spedizione punitiva. Gli inquirenti ipotizzano una ‘invasione di campo’.
Cosa ha scatenato questa violenza? Gli ‘007’ della questura hanno esaminato gli ultimi scenari, per trovare una pista per le indagini. Negli ultimi due anni sono cambiati gli ‘assetti’ nei quartieri a nord della città. Le piazze di spaccio al rione del ‘Terzo Mondo’ riaprono i battenti. Gli investigatori della squadra mobile e del commissariato hanno notato che da settimane sono state rimesse in moto le vecchie e storiche postazioni per la vendita della droga al dettaglio nel rione dei Fiori, la roccaforte del clan Di Lauro.
I ‘market’ degli stupefacenti qui erano stati chiusi con la forza, quando i dilauriani erano ‘caduti in disgrazia’ e avevano perso lo scontro armato con gli scissionisti. La faida era terminata senza appello e chi perde in questi tenitori deve chiudere bottega. E’ la ‘legge’ dei clan. Ma ora qui sono ricomparsi giovani spacciatori a controllare le singole piazze. E’ un fenomeno che non è sfuggito alle ‘sentinelle’ delle forze dell’ordine, dopo dieci anni di inattività. I Di Lauro per due lustri sono stati relegati nel ‘ghetto’ del rione del ‘Terzo Mondo’. All’estemo diventavano obiettivi di agguati, pestaggi, accoltellamenti e sfregi di ogni genere. Ma qualcosa ora è cambiato, sostengono gli investigatori che pattugliano quella zona.

