Improvviso colpo di scena nel caso della piccola Fortuna Loffredo. Nell’infinita inchiesta seguita alla morte della bambina residente nel Parco Verde, spunta un misterioso testimone, le cui dichiarazioni potrebbero sconvolgere l’intero processo, se le sue affermazioni dovessero trovare una reale applicabilità al percorso investigativo. Come riportato da Il Mattino, il testimone anonimo afferma: «Come ho già detto in televisione (ieri a Mattino 5, ndr) il punto dove si sarebbe schiantata la bambina non è quello dal quale sono partite le indagini. Io, una signora che quella mattina del 24 giugno del 2014 stava stendendo il bucato, un ragazzo che si trovava sul balcone di casa a fumare e un altro uomo, all’unisono, abbiamo notato che il corpicino di Fortuna, immobile sul selciato, era a quattro-cinque metri più a sinistra di dove è stata poi disegnata la sagoma dai carabinieri.
La posizione del corpo era parallela al muro dell’Isolato, con la testa rivolta verso l’interno del cortile e i piedi in direzione opposta. Nessuno ha visto Chicca cadere. E anche la sagoma disegnata sull’asfalto era sbagliata, perché gli investigatori hanno ritenuto che Chicca fosse impattata perpendicolarmente al palazzo. Cioè con la testa parallela al muro e piedi verso il cortile più piccolo. Perché parlo solo ora? Ho avuto e ho paura. E anche per un rimorso di coscienza, che si è fatto insopportabile per la recente storia di un presunto caso di pedofilia su una bimba di quattro anni che sarebbe stata abusata, qui nel Parco Verde, dallo zio e dal nonno».
Se questa testimonianza dovesse trovare un riscontro nelle indagini, spazzerebbe via la perizia dei Ris di Roma, che hanno individuato il punto del terrazzo dal quale è stata lanciata nel vuoto la piccola Chicca, partendo proprio dalla presunta posizione dell’impatto. Posizione determinata solo da alcune testimonianze, perché la bimba fu immediatamente portata via da un soccorritore (un uomo che abitava al terzo piano dell’Isolato 3, l’unico ad avere i finestroni senza vetri, e che non volle stranamente aspettare la mamma di Chicca che si stava precipitando per le scale). L’uomo, poi arrestato per abusi sulla figlia, è stato condannato, un paio di settimane fa, a dieci anni di reclusione, mentre la moglie, arrestata per lo stesso reato, è stata invece assolta.
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