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Ragazza suicida a Mugnano dopo il video hard, parla l’ex ragazzo: «Ecco di chi è la colpa della morte di Tiziana»

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Sei ore di interrogatorio per Sergio Di Paolo, l’ex fidanzato di Tiziana Cantone, la ragazza di 31 anni suicidatasi dopo che alcuni suoi video hard erano diventati virali sul web. L’uomo e’ stato sentito come persona informata dei fatti nella sede Procura di Napoli Nord dai Pm Rossana Esposito, di Napoli Nord, e Alessandro Milita, di Napoli, che conducono due diverse indagini: quella della Procura con sede ad Aversa e’ per l’ipotesi di istigazione al suicidio, quella della Procura di Napoli per calunnia e punta a verificare se Tiziana avesse denunciato quattro ragazzi ai quali aveva inviato in chat i suoi video come diffusori delle immagini per coprire altre responsabilita’. La donna, ascoltata dai pm, aveva ritrattato la sua denuncia
Tiziana aveva un rapporto burrascoso con la madre, per questo si trasferì a casa di Sergio a Varcaturo. Era il 2014. Mentre sbocciava l’amore con Sergio vennero girati i video hot finiti poi in rete, divenuti in breve tempo una spada di Damocle per Tiziana, un punto verso il baratro con l’epilogo del suicidio, il 13 settembre. Questa è stata la linea di Sergio Di Palo, ascoltato ieri per sei ore in Procura a Napoli nord dai pubblici ministeri Rossana Esposito e Alessandro Milita.

Di Palo ha spiegato che quando i video impazzavano sul web si vergognò e non si recò dal suo avvocato di fiducia. Quando Tiziana venne condannata a pagare le spese legali dal tribunale civile dopo aver ottenuto la rimozione parziale dei video della rete, lui offrì di nuovo di pagare il dovuto alla giustizia.

«Gli scrissi una email», ha chiarito. Sergio, «innamorato pazzo» di Tiziana. Sergio, «la rovina» di Tiziana, secondo la signora Giglio. La madre della ragazza ha sempre sostenuto che Tiziana fosse finita in quel giro che sfiorava il porno in rete da quando aveva stretto un legame con Di Palo. Lui, in verità, è l’uomo dei misteri che probabilmente sapeva e non parlava, ma di certo pagava. Così aveva «sborsato» denaro per l’analista di Tiziana Cantone ancora prima che i video finissero sul web. Soffriva di depressione e di anoressia, la bella Tiziana. Lui ha raccontato la sua verità dei fatti, diversa dalla versione della madre che, però, resta attendibile per gli inquirenti. Ha varcato la soglia della procura di Napoli nord con uno sciarpone al collo legato doppio, un cappello in testa per coprirsi dal freddo e il suo avvocato, Bruno Larosa, al seguito.

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