Faida della Sanità, restano tutti in carcere i quattro soggetti coinvolti nel duplice omicidio Daniele-Scarallo. Per quel delitto eccellente, che ha di fatto definitivamente scatenato la guerra tra i Misso e i Torino, la Dda, a dieci anni di distanza, è riuscita a inchiodare il pentito Salvatore Tori-no “’o gassusaro” e il figlio Nicola, Nicola Di Febbraro e Nicola Sequino. Le ipotesi accusatorie, dopo l’ordinanza di custodia cautelare spiccata lo scorso 24 ottobre, hanno retto anche in sede di Riesame. I giudici dell’ex Tribunale della Libertà -come riporta il Roma – hanno così disposto la convalida della misura coercitiva. A sparare contro Ciro Daniele e Ciro Scarallo, entrambi affiliati al clan d’“’o nasone”, sarebbero stati quindi Nicola Torino, figlio di Salvatore, e Nicola Di Febbraro. Nel raid fu coinvolto,seppur con un ruolo di seconda linea, anche Nicola Sequino: il 47enne avrebbe infatti fornito al commando la pistola utilizzata permettere a segno l’agguato. La vicenda, dopo dieci anni di indagini, sembrava essersi ormai in-analata su un binario morto. Ma quanto Torino senior ha deciso di iniziare a parlare con i pm, ecco che l’impasse si è rapidamente sbloccata. Il suo pentimento ha infatti portato all’individuazione non soltanto dei responsabili del duplice delitto, ma anche alla definizione del movente. La morte di Daniele e Scarallo, stando a quanto riferito dal neo collaboratore di giustizia, sarebbe stata la risposta del clan all’omicidio, avvenuto due giorni prima, di Antonio Colucci, uomo di “mala” ritenuto vicino proprio al gruppo dei Torino.
Camorra. Faida nella Sanità, confermate le accuse sul duplice omicidio
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