Ennesima scarcerazione eccellente.
Antonio Ramaglia, ventenne di San Pietro a Patierno, è stato scarcerato per decorrenza dei termini. Si ripropone il teina della giustizia lenta.
L’avvocato difensore di Ramaglia, Michele Caiafa, eccepì l’omesso avviso di convocazione per l’udienza preliminare. La seduta è stata rinviata a ieri, ma quando i termini erano già stati superati di alcune ore.
L’avvocato Caiafa, quindi, evidenziato l’accaduto al giudice, con quest’ultimo che non ha potuto fare altro che concordare con il legale e disporre la scarcerazione di Ramaglia per decorrenza dei termini. Il 20enne è il nipote di Costanze Apice, ritenuto dagli inquirenti l’esecutore dell’omicidio di Mariano Bacioterracino al Rione Sanità (per quest’accusa Apice deve affrontare il secondo processo dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello, cosi come disposto dalla Cassazione, annullò l’ergastolo rimediato in secondo grado).
Ramaglia verrà processato con il rito abbreviato, ma condizionato alla testimonianza dell’agente di polizia che lo arrestò.
Il 20enne è stato fermato un anno fa con l’accusa di rapina aggravata, in concorso, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Per gli stessi reati fu arrestato anche il 21enne Donato Paladini: pure lui ha scelto di essere processato con il rito abbreviato.
Ramaglia, dopo l’accaduto, si presentò alle forze dell’ordine spiegando che aveva prestato il suo scooter a un amico, ma che non sapeva cosa fosse successo. Secondo i poliziotti, Antonio Ramaglia era la persona che guidava l’Honda Sh, sul quale viaggiava Donato Paladini.
All’indomani dell’arresto di Paladini, residente nel Lotto Ê in via Labriola a Scampia, i poliziotti fermarono il presunto complice.
fonte: CronachediNapoli


