Svelati alcuni retroscena nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta accusa di favoreggiamento nei confronti del clan Gallo da parte di componenti o di ex della produzione di “Gomorra-La Serie”.
Imputati nel procedimento, in corso presso il Tribunale di Torre Annunziata, sono il produttore Gianluca Arcopinto (che lasciò la produzione durante le riprese), difeso dall’avvocato Cesare Placanica. e il ‘location manager’ Gennaro Aquino, difeso dall’avvocato Domenico Ciruzzi. Secondo gli ata prodotti dalla Procura, per girare alcune scene era stata affittata una villa confiscata ad un boss di Torre Annunziata.
Si tratta di quella che, nella serie, era la dimora del boss Savastano, protagonista della fiction. Nonostante si trattasse di un bene confiscato, sempre secondo l’ipotesi formulata dall’accusa, alcune persone riconducibili al clan Gallo avrebbero realizzato un’estorsione nei confronti della produzione.
Per la Direzione Distrettuale Antimafia i due imputati hanno commesso il reato di favoreggiamento, negando di aver subito minacce. Ieri in aula è stato ascoltato come teste il maresciallo dei carabinieri Antonio Balzano, in servizio presso il Nucleo investigativo di Torre Annunziata.
Un militare dell’Arma ha ripercorso tutte le tappe dell’indagine. Il sottufficiale dell’Arma, dinanzi al giudice Ambrosino, ha raccontato la genesi dell’indagine, avviata nell’aprile del 2013, grazie ad un’intercettazione ambientale nella quale un pregiudicato, nella propria vettura, parlava di tangenti per le riprese delle fiction sul territorio.
A seguito di quell’intercettazione, gli investigatori hanno prima acquisito in Municipio documenti che confermavano la presenza dei set per due serie, tra le quali “Gomorra”, prodotta da Cattleya e poi messo sotto controllo vetture e cellulari che, secondo l’accusa, avrebbero confermato il pagamento di tangenti al clan Gallo per l’uso della villa confiscata.
Oltre alle telefonate effettuate dal cellulare in dotazione all’imputato Gennaro Aquino, al centro dell’informativa redatta dai carabinieri anche alcune intercettazioni ambientali registrate durante i colloqui nel carcere di Secondigliano tra esponenti del clan Gallo, nel quale si discuteva del fatto che erano stati dati alla famiglia, per l’uso della villa, solamente 5mila euro e che erano ancora in attesa dell’altro denaro.
Nel corso dell’inchiesta, gli investigatori scelsero di ascoltare anche Matteo De Laurentiis (prosciolto da ogni accusa). Balzano ha affermato ieri in aula che proprio dopo l’interrogatorio in Procura De Laurentiis e Aquino incontrarono esponenti dei Gallo in un esercizio commerciale gestito da una donna, la quale, inoltre, si occupava anche del servizio catering per la troupe impegnata nelle riprese della serie. Nel corso della prossima udienza, che si terra a gennaio, il collegio difensivo controesaminerà Balzano.
In quell’udienza saranno ascoltati anche i due imputati.
FONTE: CRONACHE DI NAPOLI

