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Melito. Carpentieri ed il Pd separati in casa: sindaco ancora ‘bastonato’: ecco cosa è successo

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A Melito rischia di saltare anche il prossimo consiglio comunale, anzi, a dire il vero, è quasi certa la diserzione – l’ennesima di questa consiliatura -del Partito Democratico, condizione che potrebbe dare l’occasione ad altri gruppi di mandare deserta la seduta di venerdì prossimo. Secondo quanto trapela, ci sarebbero questioni in sospeso che starebbero mettendo in seria discussione la presenza del partito del primo cittadino al prossimo consesso civico e a quelli futuri. Starebbero infatti emergendo malcontenti a trecentosessanta gradi su cariche, assessorati e “impegni non mantenuti” che comporterebbero una situazione di stallo e un’ulteriore spaccatura tra il sindaco Carpentieri e il gruppo più forte, numericamente parlando, che compone la sua maggioranza.

Tra le questioni da risolvere ci sarebbe quella degli assessorati: per il Pd, almeno tre deleghe dovrebbero essere rivalutate. Stando ai rumors, le assenze di Serena Guarino, detentrice di due assessorati cruciali come Lavori Pubblici e Cimitero, metterebbero a rischio la realizzazione di importanti opere pubbliche che da troppo tempo aspettano di essere consegnate alla cittadinanza. Stesso discorso per Dominique Pellecchia, assessore alla Cultura e Politiche Giovanili, colpevole – secondo i democrat – di essere troppo assente e inconcludente. Diversa è invece la questione dell’ultimo assessorato messo in discussione: quello di Stefano Capozzi. Partito in quota Melito Adesso, Capozzi si è ritrovato a detenere deleghe pur non appartenendo a nessun gruppo di maggioranza (Melito Adesso si dichiarò indipendente all’indomani del rimpasto di Giunta), una situazione che – stando alle voci – il partito democratico vorrebbe che fosse chiarita.

Cariche assegnate in autonomia e altre lasciate vacanti (Consorzio SOLE nel primo caso e Acquedotti Scpa e nucleo di valutazione nel secondo) rappresenterebbero poi un ulteriore motivo di disaccordo tra Pd e Carpentieri che – nonostante le smentite – ormai vivono come separati in casa, tanto che il primo cittadino non convoca una riunione di maggioranza da quando l’afa soffocava ancora una città mezza vuota per le vacanze estive.
Sia il gruppo consiliare che alcuni assessori troverebbero incomprensibile la mancata convocazione di una riunione di maggioranza dal mese di agosto, da quando fu proprio Venanzio Carpentieri ad anticipare, in consiglio comunale, la volontà di sottoporre alla maggioranza un documento di fine legislatura da far sottoscrivere a tutti i consiglieri davanti alla cittadinanza; un documento che – pare – non sia mai stato presentato ai gruppi consiliari.


Insomma, sarebbero diverse le questioni messe sul banco dal Pd che, se da un lato non sembra avere intenzioni immediate di “capovolgere” la situazione, dall’altro pare voglia impedire la celebrazione dei consigli comunali, bloccando – di fatto – l’Amministrazione.


Seppur molto insistenti, al momento si tratta solo di voci che attendono conferma. La prima occasione sarà proprio fornita dall’imminente consiglio comunale. Restiamo in attesa.

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