Dicono di aver versato soldi, finanche regalato generi alimentari, in cambio della spinta giusta per accedere alla leva dell’Esercito, prima di tentare il salto nei carabinieri. Scenario tutt’altro che granitico e a senso unico, ci sono indagini per corruzione a carico di un brigadiere dei carabinieri. Soldi e alimenti (in un caso – dice una parte offesa – anche un prosciutto) in cambio di un interessamento, in quella che sta diventando una sorta di «concorsopoli» in divisa.
Dopo le indagini della Guardia di Finanza sul concorso in polizia, ecco infatti arrivare l’interrogatorio di un brigadiere dei carabinieri, invitato a comparire in Procura nel corso di un’inchiesta parallela, che punta a verificare la correttezza del concorso che consente di accedere in una graduatoria di base, da cui poi provare il grande salto verso i carabinieri. Indagine condotta dalla Dda di Napoli, sotto il coordinamento del pm Mariella Di Mauro, al lavoro in questi mesi il comando provinciale dei carabinieri, che ha incassato piena fiducia da parte dell’autorità giudiziaria.
Una vicenda ancora formalmente aperta, la Procura punta a capire se è possibile sostenere l’accusa di corruzione o se è invece più opportuno deviare sull’ipotesi di millantato credito. Al centro del fascicolo -come si legge su ‘IlMattino’- ci sono delle intercettazioni, ma anche il contenuto di alcuni documenti finiti sotto sequestro e le dichiarazioni rese da potenziali parte offese. Persone che sostengono di aver pagato fino a diecimila euro al mese in cambio della realizzazione di un sogno, quello di vedere il figlio indossare la divisa dell’Arma.

