II ras Ciro Contini è stato condannato ad una pena di 4 anni di reclusione. E’ quanto stabilito dai giudici del Tribunale di Napoli che ieri hanno processato quattro persone, tra le quali proprio Contini – come riporta Cronache di Napoli – arrestato nello scorso mese di maggio e ritenuto il reggente del clan Sibillo di Forcella. Nello specifico Contini, nipote diretto del boss Edoardo Contini detto “O romano”, era ritenuto un uomo di massima fiducia del capocosca Pasquale Sibillo. Tornando al processo che si è celebrato ieri, sono stati condannati anche Vincenzo De Vivo, 29enne di Capodichino, ed Esposito: hanno rimediato una pena di 2 anni e 6 mesi a testa. I tre rispondevano di armi e sequestro di persona, tutti reati aggravati dalla finalità mafiosa per favorire il clan Sibillo.
Particolare la posizione di Esposito che, dopo l’arresto, decise di autoaccusarsi dei reati contestati e di accusare anche i presunti complici. Alla sbarra ieri, difeso dall’avvocato Francesco Umberto Furnari del Foro di Ravenna, anche Giuseppe Cozzolino di Casavatore. Il 25enne rispondeva solo del reato di sequestro di persona, con l’aggravante di aver favorito la cosca di piazzetta San Gaetano. Per lui il pubblico ministero, nella requisitoria, aveva invocato una condanna a 6 anni di reclusione. L’avvocato difensore è riuscito però ad evidenziare che le accuse formulate nei confronti del proprio assistito non avevano fondamento, sottolineando l’estraneità ai fatti contestati. Una difesa che ha demolito il quadro accusatorio della Dda e convinto il giudice a formulare una sentenza di assoluzione con formula piena.

