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Giovane massacrato di botte per aver ‘osato’ difendere il padre, ‘graziati’ gli aggressori

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Sarebbe dovuto restare in carcere per molti più anni e invece tra non molto potrebbe lasciare la galera. Questo perché il reato contestato, quello di tentato omicidio, è stato derubricato in lesioni. Rischiava una condanna a 7 anni ma ne ha avuti meno di 5, ovvero 4 anni e 8 mesi. Questa la sorte toccata a Gianpalo Cardillo, personaggio di spessore della camorra dei Quartieri Spagnoli. Merito del lavoro difensivo dell’avvocato Giuseppe De Gregorio il quale ha dimostrato che la partecipazione all’aggressione ai danni di padre e figlio ai Quartieri Spagnoli non era per uccidere ma per ferire. Lavoro complicato fatto di perizie e deduzioni ma alla fine per Cardillo tra non molto si apriranno le porte del carcere. Stessa sorte per Marco Lezzi e Fabio Fontanarosa Ridussero in fin di vita, prima massacrandolo di botte e poi accoltellandolo, il 28enne Salvatore Vitiello solo perché questi aveva “osato” intervenire in favore dei genitori nel corso di una lite per motivi di viabilità nei vicoli dei Quartieri Spagnoli. Anche il padre del ragazzo, il signor Rosario, fu massacrato di botte. In primo grado, dopo l’arringa degli avvocati difensori il giudice decise di derubricare il reato e assolvere da tentato omicidio i tre condannandoli per il reato di lesioni con 5 anni di reclusione a testa, poi ridotti in appello a 4 anni e 8 mesi, con il rischio di essere condannati invece a 7 anni. La difesa dell’avvocato De Gregorio si è basata su due punti fondamentali che hanno traghettato il giudice verso la sentenza. In primis illegale difensore ha fatto leva sulla tipologia di reato evidenziando che nel suo assistito non è stata mai manifestata la concreta volontà di uccidere visto che l’aggressione si è consumata prima con le mani e poi con una lama e poi facendo perno sull’identificazione dell’aggressore che fa perno su elementi ancora molto incerti e quindi sui dubbi negli atti ricognitivi per il riconoscimento degli attuali indagati. L’aggressione risale al dicembre 2014 e tra il 27 e il 30 dicembre, furono identificati ed arrestati dalla polizia con le accuse di tentato omicidio in concorso e altri reati “minori”, tutti gli aggressori. Alla sbarra, con il rito abbreviato, finirono in tre mentre il personaggio più noto del “branco” dei Quartieri Spagnoli, vale a dire il giovane boss Enzo Cardillo“Enzolone”, 27enne figlio del capoclan Salvatore “Beckenbauer”, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Durante la requisitoria il pubblico ministero aveva chiesto le condanne per i tre imputati: 10 anni per Giampaolo Cardillo, 24 anni, altro figlio di “Beckenbauer”, 9 anni per il 27enne Fabio Fontanarosa e 8 anni di carcere per il 34enne Marco Lezzi. Era la sera del 27 dicembre scorso quando scattò la follia nei vicoli di Montecalvario. La famiglia Vitiello (padre, madre e figlio) era in auto quando in via Cedronio venne quasi investita da uno scooter che sfrecciava a tutta velocità. In sella c’era Giampaolo Cardillo che, evidentemente, andava di fretta. L’unica colpa di Salvatore Vitiello fu quella di inveire contro il guidatore spericolato dello scooter con qualche parolaccia, riporta il Roma.

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