Nella giornata di martedì decine di persone si sono accalcate attorno al perimetro della caserma dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Castello di Cisterna. Motivo: i militari hanno arrestato Beniamino Cipolletta, un ragazzo ventenne già considerato personaggio di spicco nel territorio compreso tra Casalnuovo, Pomigliano e Marigliano. Ha tatuati sulla fronte il suo cognome e una scritta più, come dire, significativa: «omertà».
In casa di Cipolletta, nel rione della ricostruzione di Pomigliano, i militari hanno trovato una pistola semiautomatica, proiettili e una patente falsa, recante la foto del ragazzo ma i dati anagrafici di un’altra persona, residente a Napoli città. Il giovane è stato quindi portato in caserma, presso il comando compagnia carabinieri, e infine tradotto in carcere, a Poggioreale. Il ventenne è accusato di detenzione illegale di armi e falsità materiale.
Un profilo personale che desta sospetti inquietanti. Nonostante la giovanissima età Beniamino Cipolletta ha infatti già numerose informative di polizia giudiziaria sul suo conto. Il ventenne viene indicato come soggetto di interesse operativo. Beniamino Cipolletta, per tutti “Mino”, è stato più volte fermato in compagnia di pregiudicati della zona. Soggetti che hanno anche precedenti per associazione camorristica. Inoltre il fatto che il ragazzo tenga tatuate sulla fronte il suo cognome e la parola “omertà” è una circostanza che, sulla base delle investigazioni finora svolte, risulta piuttosto diffusa tra i “guaglioni” delle palazzine popolari, tradizionali basi della criminalità. “Mino” è tra l’altro amico di Vincenzo Basso, un suo coetaneo che alcune settimane fa è stato arrestato dai carabinieri nell’ambito delle indagini sulla gambizzazione di un malcapitato, un uomo ferito per futili motivi a colpi di pistola nel rione della ricostruzione, nel giorno del referendum sulle trivelle, il 17 aprile, scrive il Mattino.


