All’alba di oggi i carabinieri del reparto territoriale di Aversa hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari emessa dal gip nei confronti di sette persone ritenute appartenenti ad un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di furti, estorsioni, ricettazione e riciclaggio di veicoli rubati.
Si tratta di: Capone Angelo, classe 1983, di Afragola; Capone Rosario, classe 1978, di Afragola; De Rosa Francesco, classe 1983, di Afragola; Di Maso Domenico, classe 1977, di Afragola; Franzese Giovanni, classe 1991, di Afragola; Pizzo Salvatore, classe 1990, di Afragola; Tranchino Gaetano, classe 1987, di Afragola. Sono tutti domiciliati tra il rione Salicelle e corso Meridionale.
L’indagine è partita da una denuncia presentata in data 20/03/2015 presso il comando stazione carabinieri di Aversa da un uomo per il furto di un autocarro e di una mercedes classe A. A carico degli indagati è emerso un grave quadro indiziario che ha delineato l’esistenza di un gruppo criminale principalmente dedito in maniera strutturata e sistematica alle estorsioni col metodo del cavallo di ritorno.
Il tutto, secondo un modus operandi ormai consolidato con l’iniziale furto di veicolo lasciati momentaneamente incustoditi (nella maggior parte dei casi erano utilizzati da piccoli imprenditori per la loro attività) e dal successivo occultamento dei mezzi. Infine c’era il contatto con la vittima che avveniva sempre dallo stesso telefono pubblico di un bar di Afragola. In una telefonata del 26 maggio 2015, uno degli indagati, precisamente De Rosa Francesco – come si legge nell’ordinanza emessa dal Gip Antonino Santoro – chiamando dalla stessa utenza una delle vittime che gli chiede il numero di cellulare per poterlo contattare nuovamente, gli risponde testualmente: “Eh cumpà… io chiamo da dentro la cabina!”. Questo è lo stratagemma utilizzato dalla banda per non farsi intercettare. Ma non sono riusciti nel loro intento.

