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CAMORRA. Omicidio Ilardi, quattro indagati a processo con il rito abbreviato. ECCO CHI SONO

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Omicidio Ilardi, in quattro a processo. E’ quanto risulta dopo l’udienza preliminare in cui i legali difensori degli indagati hanno chiesto un rito alternativo: si torna in aula all’inizio dell’anno nuovo. Saranno giudicati con l’abbreviato Onofrio Mosti, Giovanni Romano Gallucci – rispettivamente zio e nipote – Ciro De Caprio e Pietro Castiello: sono tutti di Casalnuovo. Per il pm della Dda Liana Esposito – come riporta Cronache di Napoli – rispondono in concorso di omicidio, ricettazione e porto di arma da fuoco con l’aggravante mafìosa. Il gup del tribunale di Napoli Marcello De Chiara dovrà stabilire, dunque, se il quartetto è responsabile dell’agguato avvenuto il 10 dicembre del 2015 in cui mori Giuseppe Ilardi, 26enne di Casalnuovo. Compongono il collegio difensivo gli avvocati Alberto De Simone (del foro di Avellino). Rocco Maria Spina e Michele Russo. Il delitto sarebbe maturato nell’ambito della faida locale per il controllo delle piazze di spaccio e per ribadire la supremazia in città. Secondo le indagini dei carabinieri di Castello di Cisterna, però, non si esclude che il vero obiettivo dei sicari non fosse Giuseppe Ilardi, ma Antonio Barone, più conosciuto come “l’elettrauto”.

La vittima, infatti, per gli inquirenti era il guardaspalle proprio del ras Barone e quella mattina si trovava alla guida della Smart bianca del suo ‘capo’. II movente dell’omicidio, dunque, è da ricercare nel business della droga e nei contrasti tra la fazione di cui faceva parte la vittima e quella rivale dei Gallucci. A sparare fu una Beretta 92 Fs, rinvenuta qualche giorno in via Principe di Piemonte a Pomigliano d’Arco a poca distanza dallo scooter usato dal commando, un Honda Sh rubato ad Acerra il mese prima e trovato bruciato. Nelle ore successive a quell’agguato fu fermato subito De Caprio; a febbraio, invece, le ordinanze per zio e nipote ed a marzo, infine, l’arresto di Castiello. Quel raid destò tanto scalpore in città perché commesso a poca distanza dalla scuola elementare De Curtís, in pieno giorno e durante l’orario d’uscita degli studenti. Anche per questo motivo il sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia decise di costituire parte civile il Comune.

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