Si pente l’armatore Angelo Della Gatta. Nuovo terremoto giudiziario in vista all’ombra del Vesuvio. Uno dei soci della Deiulemar Compagnia di Navigazione, fallita nel 2012, ha deciso di intraprendere una collaborazione con la giustizia. Da circa un mese, Della Gatta sta raccontando alla Procura di Torre Annunziata i segreti che si celano dietro il crac da 800 milioni di euro della società armatoriale di Torre del Greco, che ha bruciato il tesoro di 13mila risparmiatori che avevano affidato i propri risparmi attraverso le obbligazioni.
Sta facendo nomi importanti – come riporta di imprenditori, banchieri e professionisti del Vesuviano (e non solo) che avrebbero contribuito in qualche modo alla scomparsa di ingenti capitali societari, veicolati anche verso paradisi fiscali, attraverso strumenti finanziari e società offshore. Per la Procura di Torre Annunziata le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Sergio Raimondi ed Emilio Prisco del pool di magistrati oggi guidato dal procuratore Sandro Pennasilico e dall’aggiunto Pierpaolo Filippelli è sempre stato chiaro che dietro il buco milionario non si celavano solamente i titolari della società armatoriale di Torre del Greco, bensì altri complici, finora rimasti ignoti.
Tanti «colletti bianchi» e esperti della finanza avrebbero, dunque, contribuito a far sparire il tesoro della Deiulemar, anche se al momento è presto per ritenere attendibile il primo vero «pentito» del crac milionario che si sta ancora trascinando nelle aule giudiziarie del tribunale civile di Torre Annunziata
L’armatore si ‘pente’ e fa i nomi di chi l’ha aiutato a far sparire 800 milioni di euro. ECCO DI CHI SI TRATTA
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