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Bufera a Qualiano. L’Anac di Cantone stoppa De Luca sull’assegnazione di Villa Betania

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Scoppia il caos sulla procedura di assegnazione del bene confiscato alla criminalità, situato a Qualiano in
località Salicelle via Orazio. Già lo scorso 4 ottobre, a seguito dell’analisi della

documentazione amministrativa acquisita relativa alla procedura di assegnazione, l’Associazione Terra Viva aveva segnalato al Comune di Qualiano, con nota scritta protocollata, che, l’assegnazione del
bene era stata effettuata in violazione di diversi principi, norme e leggi, tra cui: “principi

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fondamentali di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento” riferiti all’art.3

lettera C del Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 del Codice delle leggi antimafia e

delle misure di prevenzione.

Nonché delle nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1

e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136 (G.U. 28 settembre 2011, n. 226).

Per tanto, l’Associazione Terra Viva aveva invitato

l’Amministrazione a rettificare gli atti e gli effetti dannosi e lesivi commessi in violazione di legge,

in autotutela.

L’Amministrazione Comunale, non ha ritenuto di sospendere l’assegnazione effettuata in

violazione di legge, anzi ha ampliamente pubblicizzato la consegna ufficiale del bene, coinvolgendo, “supponiamo inconsapevoli”, S.E. Mons. Angelo Spinillo

Vescovo di Aversa e il parroco della locale Parrocchia, Don Francesco Martino.

A quel punto l’Associazione ha dato mandato ai legali di fiducia al fine di sottoporre la

vicenda e la procedura di assegnazione, all’attenzione della Procura della Repubblica e all’Autorità Nazionale Anticorruzione, segnalando la

procedura adottata per l’assegnazione e segnalando la mancata trasparenza e pubblicità.

Nei giorni scorsi è arrivata la risposta dell’Autorita presieduta dal magistrato giuglianese Raffaele Cantone, che dopo una generale verifica ha effettivamente riscontrato una “diffusa carenza di dati la

cui pubblicazione è prevista dalla normativa vigente”. Inoltre l’Anac ha sottolineato diverse violazioni, tra cui quella

riguardante l’Art. 30 – Obblighi di pubblicazione concernenti i beni immobili e la gestione del

patrimonio. “E’ evidente che l’Anac ha accertato come l’Amministrazione di Qualiano è lontana da comportamenti trasparenti – affermano dall’associazione. In questo ultimo

triennio abbia operato a contrasto della violenza sulle donne nel territorio di Qualiano e di tutta

Napoli nord.

Tutto quello al quale abbiamo assistito e sentito in questi ultimi tre anni, è inutile dirlo, ci ha

nauseati, ma contemporaneamente rafforzati, grazie alle centinaia di persone che abbiamo

sostenuto e anche perché abbiamo capito che se i nemici della legalità parlano male di noi e

inventano frottole, è solo perché li abbiamo colpiti e lavoriamo bene contro l’illegalità”.

La procedura attivata dall’Autorità Nazione Anticorruzione impone al Comune

di Qualiano di conformarsi alla dovuta trasparenze pubblica e di risolvere le violazioni entro il 23

dicembre 2016. “Ora ci auguriamo che gli organi politici e amministrativi preposti, revochino le

procedure in violazione di legge fin ora effettuate per l’assegnazione del bene confiscato e di fatto

indicano un avviso pubblico o un bando pubblico al fine di permettere la partecipazione

all’assegnazione anche ad altri enti no profit che hanno sede sul territorio di Qualiano,

rispettando le leggi e le normative Nazionali vigenti, usando la doverosa trasparenza che è

doverosa da parte di una amministrazione che dice un giorno si e l’altro pure di agire nella

legalità, auspichiamo che le parole si trasformino finalmente in fatti”.

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