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Il Comune di Arzano non ricorre in appello per il Piano Casa, pronta una petizione

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Piano Casa, il comune non ricorre in appello: tempi bui per l’Ente di piazza Cimmino. Pronta una petizione di firme per il Prefetto Gerarda Pantalone. Sta facendo discutere il possibile mancato appello al Consiglio di Stato da parte del Comune sul ricorso proposto da una Srl con sede in via Firenze ad Arzano. Senza contare che la vera singolarità, sarebbe rappresentata dal fatto che l’avvocato ricorrente e quello resistente, risulterebbero avente studio allo stesso indirizzo e numero civico. Una casualità che nessuno si sente di mettere in discussione, visto che il pronunciamento di sentenza è stato emesso dell’autorevole Tribunale Amministrativo Regionale della Campania.
Una sentenza che se non opposta dal comune, potrebbe aprire le porte ad una vera e propria speculazione edilizia che i coletti bianchi del territorio nascosti dietro la politica e strutture di erogazioni di servizi pubblici, potrebbero attuare attraverso la proposta di acquisto di strutture comunali dismesse e la riconversione di fabbriche ed opifici abbandonati. Soggetti d’erba che sarebbero già citati negli atti dello scioglimento del 2008. La società ricorrente nel 2012 chiedeva il rilascio di permesso di costruire per intervento di sostituzione edilizia e cambiamento di destinazione d’uso, negato con il provvedimento impugnato sul presupposto che l’applicazione sul territorio comunale dell’art.7, fu esclusa con delibera di Consiglio comunale del 2011.
Il Comune si è costituito in giudizio per eccepire la tardività dell’impugnazione della Delibera consiliare, per evidenziare la accurata istruttoria che ha preceduto il preavviso di diniego e comunque l’inammissibilità ed infondatezza del ricorso. Atto processuale che però non solo non approfondirebbe aspetti legati alla mancanza di un piano regolatore, ma nella quale non si evincerebbe che ad Arzano esiste un surplus di vani (circa 8000), già certificati nella stesura del PRG nel 2008 (piano poi bocciato per illegittimità procedurali): e che quindi avallare tali richieste graverebbe ulteriormente sul futuro assetto urbanistico del territorio già devastato dal cemento selvaggio. Ora si attende la decisione, tempi legali permettendo, del commissario Umberto Cimmino in merito alla vicenda e quali decisioni adotterà per evitare che l’edilizia ripiombi nel caos.

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