Lo scenario è completamente cambiato in pochi mesi a partire dalla scorsa estate.Quando sono sorti i primi contrasti all’interno della “paranza dei bimbi”con la spaccatura tra i Giuliano e alcuni esponenti dei Sibillo, che avrebbero dato vita a un nuovo gruppo definito dagli investigatori “Corallo”. In particolare – come riporta Il Roma – i dissidi avrebbero avuto come causa scatenante, come nel 90 per cento dei casi quando ci si riferisce alla criminalità organizzata, il controllo delle piazze di droga. Le tensioni all’interno della malavita di Forcella e dei Decumani hanno avuto ripercussioni su altre zone del centro di Napoli. E una delle chiavi per capire cosa sta succedendo al Mercato, dove al momento si registrano le fibrillazioni più violente, può essere lo spostamento del gruppetto Capuano-Corallo da Forcella e dai Decumani nell’altro quartiere, tra via Giacomo Savarese e le strade circostanti. Non è un caso quindi che le ultime “stese”, attuate secondo gli investigatori da esponenti degli Astuto-Rinaldi forse appoggiati dai Giuliano, siano avvenute proprio lì: nella stessa strada e alla stessa ora. Un segnale ben preciso, proprio per far capire che la matrice era la stessa.
Dunque, almeno allo stato delle indagini, ai contrasti e alla guerra in corso sarebbe estraneo il clan Mazzarella, che pure nel quartiere Mercato e in particolare nella zona delle Case Nuove controlla alcune attività illecite. In ogni caso, il business principale, alla base delle sparatorie è sempre il traffico di droga. Nel centro storico di Napoli come in periferia. Le indagini sulla doppia sparatoria e su altri episodi violenti accaduti negli ultimi tempi, compresa una scazzottata in strada tra un esponente della famiglia Giuliano e uno del clan Sibillo, sono condotte dai poliziotti della squadra mobile della questura, dai colleghi del commissariato Vicaria- Mercato e dai carabinieri della compagnia Stella, con il coordinamento della procura antimafia. Che ci fosse qualcosa di strano nel ferimento di Fabio Della Campa, diverso da ciò che appariva inizialmente, è apparso evidente quando si è accertata la dinamica del raid. Il 31enne, noto alle forze dell’ordine per una vecchia vicenda di microcriminalità ma senza legami con la criminalità organizzata, è titolare di un’agenzia di pratiche automobiliste. Agli investigatori ha più volte ripetuto di essere stato colpito per errore, da un proiettile di rimbalzo,ma di non avere visto contro chi miravano i malviventi in quanto si è gettato istintivamente a terra.
CAMORRA. La ‘Paranza’ chiusa nei vicoli sotto l’attacco dei ‘Nuovi Giuliano’. Ecco cosa sta avvenendo nel Centro Storico
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