Bagnoli, Ponticelli, Barra, Sanità, Quartieri Spagnoli. Questi quartieri sembrano avere in comune un momento di alta tensione per la lotta tra clan che cercano di accaparrarsi il territorio di riferimento. L’arma utilizzata di volta in volta, che siano i clan egemoni o quelli composti da giovani rampanti, è sempre la stessa: la’stesa’ armi in pugno per incutere terrore ai nemici e costringerli a rinchiudersi nei vicoli per evitare agguati o restare coinvolti in una delle suddette sparatorie. Stese usate anche per rimarcare la loro presenza sul territorio come fece il gruppo di Walter Mallo del rione Don Guanella che provo a scalzare addirittura i Lo Russo, forse il clan più longevo sull’area di Miano, e che a causa della guerra col gruppo di giovani vicini al figli dell’ex boss assassinato, ci hanno rimesso anche il potere mettendosi sotto la luce dei riflettori e richiamando le forze dell’ordine e la magistratura sulle loro tracce.
Un copione che si sta verificando anche nell’area flegrea tra Bagnoli e Fuorigrotta dove a contendersi il territorio ci sono i Giannelli e i D’Ausilio o come nel rione Sanità dove ad aprire la nuova guerra di camorra ci pensarono i Genidoni-Esposito con al ‘strage delle Fontanelle’ in cui provarono a dare il colpo di grazia ai Vastarella. Questi ultimi però hanno tenuto duro ed ora usano le ‘ronde’ notturne per stanare ciò che resta del gruppo che ha provato a ‘cacciare la testa fuori dal sacco’.
Una situazione di tensione generale che affligge anche la gente comune, ormai preoccupata in certe ore di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato, causando una sorta di ‘coprifuoco’ volontario come sta avvenendo a Forcella a causa della rottura dei rapporti tra i Sibillo della ‘paranza dei bimbi’ e gli eredi del clan Giuliano.

