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Napoli. Cancellata la scritta per il baby boss, era un messaggio per i clan rivali

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Una “mano” di pittura per coprire l’ombra lunga dei clan. Sono state rimosse, nella mattinata di ieri, le due grandi scritte realizzate lo scorso fine settimana in memoria di Emanuele Sibillo, il 19enne boss della “paranza dei bambini” ucciso in un agguato la notte del 2 luglio 2015 in via Oronzio Costa, a Forcella. La rimozione degli imbratti – come riporta il Roma – realizzati alla base della scalinata della basilica di San Paolo Maggiore, a piazza San Gaetano, è stata fortemente voluta, oltre che finanziata, da padre Carmine Mazza. Sull’episodio, oggetto tra l’altro di una circostanziata denuncia già formalizzata nelle scorse ore, indagano adesso gli investigatori della Squadra mobile della Questura di Napoli. Il primo passo, per gli specialisti di via Medina, sarà quello di provare a risalire agli autori del gesto. Non facile, certo. Ma un indizio, o meglio una sigla, potrebbe presto metterli sulla pista giusta.

Una delle due scritte trovate a ridosso della facciata della basilica di San Paolo riporta infatti, a caratteri cubitali, l’acronimo “FS”. Due lettere che non rimanderebbero a nome e cognome del singolo autore del murale, bensì alla “Famiglia Sibillo”. La quale, stando così le cose, avrebbe di fatto apposto la propria paternità sulla realizzazione dell’imbratto. Il punto diventa quindi un altro. Stabilire che tipo di messaggio gli autori volevano veicolare e, soprattutto, all’indirizzo di chi. L’ipotesi investigativa più consistente è quella secondo la quale il clan, con quella scritta inneggiante al boss defunto, avrebbe voluto marcare il territorio, sfidando, in seconda battuta,le altre cosche attive sul centro storico. Di certo la spregiudicatezza dimostrata dai Sibillo, dal 2013 a oggi, è risultata indigesta a diversi gruppi. Dagli Esposito della Sanità ai Mazzarella di piazza Mercato. Ma alla luce dei più recenti riassetti camorristici, è soprattutto la nuova ostilità con gli ex alleati del clan Giuliano a dover essere attenzionata

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