Una serata che non dimenticherà facilmente il sindaco di Melito e segretario provinciale del Partito Democratico di Napoli, Venanzio Carpentieri, quella di lunedì 21 novembre 2016. Trincerato nella sua stanza e costretto a mandare giù il boccone amaro di un consiglio comunale celebrato dalla sola opposizione per l’ennesima assenza del ‘suo’ Pd, Carpentieri ha ricevuto la notizia che mai avrebbe potuto ricevere. E’ arrivata la pubblicazione della sentenza della I Sezione del Tar di Napoli che ha accolto il ricorso presentato nel settembre del 2015 dall’opposizione, annullando le delibere con le quali veniva approvato il bilancio di previsione 2015, il bilancio pluriennale 2015-2017 e la relazione previsionale programmatica 2015-2017. Un fulmine inatteso in una serata tempestosa che mette a forte rischio il proseguo della compagine amministrativa guidata da Carpentieri.
Non si è fatta attendere la reazione di Luciano Mottola, consigliere della lista Melito nel Cuore: “Siamo soddisfatti della sentenza del Tar che ha accolto in pieno il nostro ricorso, annullando il bilancio preventivo del 2015. Ora il disastro amministrativo creato da Venanzio Carpentieri, già ampiamente noto negli ambienti politici, è di casa anche in quelli giudiziari”.
Il primo cittadino è stato clamorosamente bocciato sia dal punto di vista politico che da quello professionale. E’ bene ricordare come nei mesi scorsi, forte del suo ruolo di avvocato amministrativista, abbia provato più volte a minimizzare le ragioni del nostro ricorso, in taluni casi prendendosi anche beffa dei ricorrenti. Carpentieri dovrebbe fare ammenda e chiedere pubblicamente scusa. La sua presunzione e saccenza ha superato i limiti del consentito ed ha portato Melito ad una paralisi politica sotto gli occhi di tutti, coronata dal doppio smacco di ieri sera.
Nonostante sia stato da tempo abbandonato dal partito di cui ricopre la massima carica provinciale, il sindaco non ha avuto la decenza di rassegnare le dimissioni neanche dinanzi a quanto accaduto ieri.
Carpentieri entrerà nella storia di Melito come sindaco dei record, tutti negativi però. Sarà ricordato come il sindaco con il maggior numero di consigli comunali andati deserti e come l’unico sindaco sotto la cui consiliatura è stato celebrato un civico consesso con la sola partecipazione di consiglieri di opposizione.
Da tempo ci saremmo aspettati le dimissioni del primo cittadino ma l’attaccamento alla poltrona ed ai privilegi sono tali da non permettergli di avere un rigurgito di dignità utile per farsi finalmente da parte.
Confidavamo però in un colpo d’orgoglio finale, dinanzi ad una così netta sentenza del Tar che lo ha bocciato come politico e come professionista, ma così non è stato.
Pertanto attendiamo che il prefetto, vista la mancata approvazione del bilancio preventivo 2015 entro i termini previsti (31 agosto 2015), provveda a sciogliere il consiglio comunale, dando la possibilità ai cittadini di Melito di tornare al voto nella primavera del 2017″.


