È in difficoltà la maggioranza di centrosinistra del sindaco Ludovico De Luca. L’andamento del consiglio comunale di ieri sera, durante il quale l’esponente di Qualiano Vive Io la Difendo Giuseppe Musella ha annunciato il suo abbandono dello schieramento uscito vincitore dalle urne nel 2013, conferma come il momento dell’esecutivo in carica sia delicato. Le parole di Musella, secondo cui la «condotta della maggioranza è becera e meschina, che lede la dignità delle persone», le recenti dimissioni dell’assessore di riferimento della lista Bonaventura Cerqua e la presa di distanza dell’oramai ex presidente del consiglio Raffaele De Leonardiis (Pd), fanno tribolare il sindaco De Luca, peraltro da settimane finito nel fuoco incrociato delle opposizioni.
Proprio dalla minoranza infatti, continuano ad arrivare richieste di dimissioni nei confronti del primo cittadino. Ciò anche in virtù di quanto successo in assise lunedì sera quando la seduta di consiglio, durante la quale si sarebbe dovuto parlare anche della Multiservizi, dell’ecovillaggio per i rom a Ponte Riccio ed eleggere il nuovo presidente del consiglio comunale a posto di Raffaele Leonardiis, si è sciolta anticipatamente a causa dell’uscita dall’aula di alcuni consiglieri d’opposizione che hanno fatto mancare il numero legale, con tutti gli argomenti rinviati alle prossime sedute.
«Questo dimostra palesemente – afferma perentorio Giovanni Palma eletto con Fratelli d’Italia – che il sindaco Ludovico De Luca non ha più i numeri per governare. Si dimetta al più presto e faccia una seria verifica politica. Se non ci sono più le condizioni, si concluda quest’esperienza amministrativa dove a regnare è soltanto la confusione». Il ragionamento di Palma, ribadito anche da altri esponenti dell’opposizione, è questo: De Luca rimetta il mandato e nei canonici 20 giorni che intercorrono prima di decidere se tornare sui propri passi o confermare la decisione, capisca se i presupposti per andare avanti ci siano. In caso di esito negativo, confermi le dimissioni, cosa che decreterebbe la fine anticipata della consiliatura prevista, a scadenza naturale, nel 2018.
L’ex sindaco Salvatore Onofaro, ora all’opposizione, prende ad esempio le dimissioni dell’assessore Bonaventura Cerqua per criticare l’operato dell’amministrazione. «Le sue (di Bonaventura Cerqua ndr.) dimissioni sono il segno evidente ed incontrovertibile dell’impossibilità e dell’assurdità di dare prosieguo ad un’esperienza politica che rischiava di avere i contorni di un accanimento terapeutico insensato, ingiusto e senza sbocchi. Questo non è giusto per chi ha lavorato sodo. Questo non è giusto per Qualiano».
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