Tra il 2004 e il 2005 Generoso Roma e Vincenzo Ucciero hanno fatto questo: avvelenato e «bruciato» i frutti delle campagne di Trentola Ducenta, Villa Literno, Casal di Principe, San Tammaro e Giugliano che finivano poi sulle nostre tavole.
Gli effetti sono venuti a galla con il tempo, con l’identificazione della «Terra dei fuochi», la zona grigia che delimita anche un aumento di casi di tumore nelle zone al confine tra Napoli e Caserta. E anche se non è stato dimostrato un legame tra inquinamento e impennata di malattie in questa vicenda, il dato dell’inquinamento ambientale è innegabile. A sancirlo, ora, c’è una sentenza del collegio C, seconda sezione, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. I giudici ieri – come riporta il Mattino – hanno condannato per il reato di disastro ambientale Roma e Ucciero: il primo a otto anni di reclusione e il secondo a tre anni. L’inchiesta era nata su indicazione del pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie che riuscì a scoprire il «metodo Siser».
Siser era, infatti, il nome dell’azienda di Villa Literno gestita dai Roma che, ufficialmente, trasformava i fanghi delle griglie dei depuratori in compost, ma nei fatti nascondeva solo un traffico molto più ampio. Il prezzo della trasformazione era alto e, dunque, la Siser era diventata solo un paravento, mentre i fanghi, nella realtà, venivano gettati di notte nelle campagne in località «Pantano» tra Trentola Ducenta e Villa Literno, ma anche oltre, nel napoletano

