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Racket per il clan Ferrara,il boss Mimì e 6 affiliati incassano in totale 35 anni di carcere

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Condanne più mitigate rispetto alle richieste avanzate dal pm nei confronti del boss Mimì Ferrara e gli altri sei presunti affiliati arrestati nel corso di uno spettacolare blitz eseguito nel febbraio del 2016 mentre era in corso la partita del Napoli contro il Villareal di Europa League.

Rispetto ai 45 anni chiesti nel corso della requisitoria, il pm ha condannato gli imputati in totale a 35 anni e 8 mesi di reclusione.

Stamattina è stata emessa la sentenza di primo grado nel processo col Rito Abbreviato. Pena mitigata per il boss Domenico Ferrara, condannato a 5 anni più mille euro di multa rispetto ai 9 anni e 6 mesi chiesti dall’accusa;

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pene più pesanti per Vittorio Amato e Rocco Ruocco condannati a 6 anni e 8 mesi più 1200 euro, rispetto ai 9 anni e 6 mesi chiesti dall’accusa; Giuseppe Tambaro e Luigi Tambaro e Aldo Tambaro condannati a 4 anni e 4 mesi, mentre il pm ne aveva chiesti 6; Giuseppe Ruocco ha incassato 4 anni e 4 mesi più 400 euro di multa invece degli 8 chiesti dall’accusa. Solo Rocco Ruocco, invece, ha scelto il rito ordinario.

Tutti sono accusati di estorsione con l’aggravante dell’articolo 7 nei confronti di un imprenditore-avvocato di Villaricca che si è costituito parte civile nel processo (l’avvocato Umberto Rispo, difeso da Civita di Russo del foro di Roma, ndr).
Il ras avrebbe preteso una tangente di 220mila euro.
Nei mesi scorsi il tribunale aveva concesso gli arresti domiciliari sia a Giuseppe Ruocco che a Vittorio Amato. Ai domiciliari sono anche i tre Tambaro. In cella, invece, per altri reati Mimì Ferrara. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giuseppe Pellegrino, Gustavo e Giovanni Pansini, Gavino Rescigno e Giuseppina Di Domenico Francesco Formicola

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