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«Signò, accà nun se passa. Sta carenn ‘o palazzo». Così i killer hanno agito indisturbati al Cavone

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La pace al centro storico non c’è più. Gli investigatori sono certi che gli equilibri al Cavone sono saltati e così i clan che si dividono Quartieri Spagnoli e rione Sanità sono sempre più in agitazione per accaparrarsi i territori in disponibilità dei rivali – come riporta Cronache di Napoli –
Gli scenari sono stati stravolti con il duplice omicidio di Salvatore Esposito e del cugino Ciro Marfé in vico Nocelle il 3 agosto. Esposito era ritenuto un ras al Cavone: il 32enne fu assassinato a colpi di pistola in un rione praticamente blindato dai clan (agli ingressi delle stradine gli affiliati dicevano ai passanti, che non si poteva entrare, perché c’erano palazzi con pericolo di crolli). Da quel momento le forze dell’ordine hanno militarizzato i vicoli nel centro storico. La questura ha intensificato i pattugliamenti delle Volanti. E nello stesso tempo gli specialisti della squadra investigativa del commissariato Montecalvario effettuano incursioni mirate nelle palazzine, dove abitano i pregiudicati.

L’obiettivo è scovare gli arsenali. Gli inquirenti non hanno dubbi: nelle ultime settimane c’è stato un ‘ricorso alle armi’. E sono state installate piccole ‘polveriere’ in strada e negli androni dei palazzi, per usare con rapidità pistole e fucili. Una sorta di trincea in strada.

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