Raoul Bova a L’intervista si commuove. Da Maurizio Costanzo l’attore parla del matrimonio con Chiara Giordano, del tradimento, del divorzio, dei figli, della nuova vita con Rocìo Munoz Morales, e del successo al cinema e in tv. Racconta: “Ho tradito, ma era già finita”.
E’ il protagonista della quarta puntata del talk one-to-one del giornalista 78enne – come riportato da Gossip.It – Raoul Bova a L’Intervista inizia il suo percorso introspettivo guardando un filmato dedicato a Luna, la sua ultima figlia che lo scorso 2 dicembre ha compiuto appena un anno.
“Tutti i miei figli mi hanno stregato. Luna è nata in un momento difficile, anche per l’accettazione degli altri figli nei confronti di questa nuova storia. Alessandro e Francesco hanno 17 e 15 anni. Hanno una magia particolare. Alessandro ha un mondo di una profondità incredibile, è difficile stargli dietro. Francesco ha un’allegria incontenibile. Quando avevo tante incertezze e la guardavo, era come se mi dicesse: “Ridi, tutto passerà””, dice Bova con voce rotta dall’emozione.
E continua: “La cosa più bella è poter vivere la nascita di un figlio con gioia. Quando sai che c’è qualche contrasto o qualcuno che sta male, o quando vieni criticato, rischi di non viverti questo affetto. In quel periodo non uscivo perché c’erano i fotografi. La gente ti guarda come un alieno perché ti seguono. Mi hanno sempre detto che sembro il padre perfetto. Dentro di me sentivo un peso. Come essere umano ho tutte le mie difficoltà, contraddizioni e debolezze”.
Maurizio Costanzo a L’Intervista chiede a Raoul Bova cosa desideri in futuro per i suoi figli. “Ne ho già parlato con i ragazzi. Io da piccolo volevo diventare un campione olimpionico, avevo le idee chiare. I miei figli non lo sanno. Gli ho spiegato che, anche se vivono in una condizione agiata, un giorno la madre e io non ci saremo più. Dovranno pur fare qualcosa per guadagnarsi da vivere”, spiega.
“Credo che sia la necessità a far nascere le vocazioni. Oggi si pensa che ci siano i genitori a fare per i figli, che si possa stare comodi. C’è un appiattimento rischioso. Ho pensato alla possibilità che possano fare gli attori. Loro all’inizio l’hanno rifiutato, ma sono certo che le vocazioni non si possano negare. A volte i miei figli nascondevano perfino di chiamarsi Bova per non essere riconosciuti”, continua l’attore 45enne.
Il secondo video ripercorre la grande passione per il nuoto di Raoul Bova: “Provo piacere e dolore. La parola fallimento è stata il mio cruccio, mi ha tormentato per anni. Non penso che quello sia stato un fallimento. Fino a quando mi divertivo, sono stato un campione. Poi pensavo di ottenere l’affetto dei miei amici e della mia famiglia attraverso i successi. Quando perdevo stavo male. Avevo mal di testa che mi costringevano a stare steso per 10 ore. Mi sono chiesto: “Nuoto per far felici gli altri?”. L’ho fatto troppo spesso nella mia vita, quello di fare qualcosa che potesse far piacere agli altri”.
L’artista continua: “Una volta mio padre mi rimproverò per la brutta figura che gli avevo fatto fare davanti agli altri genitori. A un certo punto ho cominciato a ricercare l’affetto di mio padre, dei miei genitori, perdendo. Mi rimproverava perché credeva che mi stessi umiliando, e forse era vero. Questa cosa me la sono portata nella vita. Mio padre fondamentalmente mi avrebbe amato lo stesso. E’ stato un grande uomo, forse ha sbagliato a spingermi troppo, mi metteva ansia. Ma quando gli ho detto che volevo smettere, quando arrivavo sempre ultimo, mi disse: “Raoul non è importante il nuoto. Io voglio solo che tu faccia qualcosa con tutta la passione che hai”. Quando ho scelto di fare l’attore, voleva che studiassi. Lui era campione di lotta greco-romana. Non accettava che arrivasse il successo senza preparazione. Anche adesso mi segue, è anche molto critico”.
Impossibile trattenere lacrime di dolore. Costanzo gli dice di comunicare qualcosa di mai detto al genitore. Raoul dice: “Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di lui. È stato un padre perfetto, ma avrei voluto conoscerlo meglio. Una volta gli chiesi di scrivere un libro. Era un modo per sapere di più della sua vita. Lui, però, non si apre”.
Ci sono anche i suoi successi, con fiction cattura share. Raoul è fiero del suo lavoro e dei personaggi interpretati. Poi arriva il momento di affrontare Il matrimonio con Chiara Giordano, il tradimento e la rottura. “Sono un padre presente. Il giorno che è nata Luna, gli avevo promesso che non li avrei trascurati. Loro avevano paura. Quella sera andai ad accompagnare mio figlio agli allenamenti di calcio. Loro non avranno mai nulla in meno rispetto a Luna. Glielo ricordo tutti i giorni. Adesso sono in un’età in cui contestano tanto”, sottolinea Bova.
“Non ho paura a parlare di Chiara perché è stata la donna con la quale ho avuto i miei figli – aggiunge – L’ho sempre reputata una donna di grande sensibilità e intelligenza. E’ una madre fantastica. Spesso si confonde una separazione con un allontanamento. Prima, quando ero a casa, c’ero meno di quanto ci sono adesso. E’ un concetto non facile da accettare, però il ruolo di padre è assoluto. Resti padre per sempre. Glielo dico tutti i giorni e spero che un giorno se ne convincano”.
Si parla di Rocìo e dell’amore per lei. “L’ho incontrata per la prima volta mentre giravamo Immaturi. Nel montaggio che è stato fatto si è passati da Chiara a Rocìo. In realtà, non è quello che mi ha attratto. La cosa che mi dà più fastidio è che si è pensato che ero il classico uomo che lasciava la moglie per una donna più bella e giovane. Non è così. In quel momento, era la donna che sentivo più vicina a me. Mi ha messo di fronte una ragazza, non un sedere. E’ una bella persona”, precisa.
Bova analizza la sua gelosia e il tradimento: “Da buon calabrese, lo sono. Prima lo ero di più. Se credo di essere stato tradito? Non si può essere certi del contrario. Se ho tradito? Dipendi da quello che intendi. Sono sempre stato fedele, fino a un punto in cui ho sentito che la mia storia stava finendo. Sapevo che c’erano dei grossi problemi. Ho iniziato a guardarmi intorno nel momento in cui cercavo delle conferme come uomo”.
“Non sentivo più di essere quello che ero prima. Ho preferito non continuare ad avere storie parallele perché dentro di me non c’era più l’amore. Credo che sia un atto di onestà lasciare una donna, invece che continuare a cercare altrove. L’affetto per quella persona ce l’avrai sempre. Spesso a tenerti legato è l’amore per i figli”, sottolinea ancora.
Costanzo gli chiede della depressione: “Sono nato malinconico, è nella mia natura. Tante cose mi hanno segnato. Alcune cose mi sono rimaste impresse, anche la morte di un familiare. Non è che io sia mai entrato in depressione. Mi ricordo che da piccolo avevo difficoltà a parlare. Avevo poca stima di me stesse. L’unico momento in cui ero tranquillo era quando mi trovavo in acqua, lì ero da solo. Ci sono dei momenti in cui entri in crisi perché non capisci chi sei rispetto al mondo. Adesso ho 45 anni. Sono cresciuto, pur essendo passato da mesi di grossa sofferenza. Il mio rapporto con la solitudine è fondamentale. Sto bene con chi la rispetta. A volte, sto di fronte al male e mi viene da piangere. Se sono in compagnia, non riesco a vivermi il momento”.
Raul Bova racconta della mamma e di quanta allegria gli abbia dato da piccolo. Spiega anche il suo terrore durante l’attentato al Bataclam: “C’erano Chiara e i miei figli. Sono momenti in cui ti senti impotente. Hai il terrore di perdere le persone che ami. Ricordo che quella notte chiamai chiunque per tentare di farli tornare in qualche modo. Dal Papa all’ultimo amico”.
C’è anche la sua fede e San Francesco, santo che ha interpretato e che sente molto vicino a lui. Si arriva alla fine. “Voglio solo dirti che per me è stato un onore. È un segno di grande stima e amicizia. Mi sento onorato”, dice Raoul Bova a Costanzo a L’Intervista.
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