“Accadute cose che non sappiamo”, i dubbi di Macron sul laboratorio di Whuan

Un rapporto tra la Francia e la nascita del laboratorio cinese di Wuhan. Come riportato da ‘Il Corriere della Sera’ infatti, nell’anno in cui scoppiò la Sars (2003) si iniziò a instaurare un legame fra i due Paesi. Un anno dopo, il leader francese Jacques Chirac si avvicinò a quello cinese, Hu Jintao. Entrambi spinsero sull’avvicinamento tra Europa e Cina.

Nell’accordo siglato tra Parigi e Pechino, ci fu inoltre l’intento di sconfiggere insieme tutte le epidemie emergenti: per tale scopo venne realizzato il laboratorio P4. Questo, grazie anche ad una stretta collaborazione tra le parti, è stato costruito a Wuhan, epicentro del focolaio cinese di Coronavirus. Il cantiere termina nel 2015, mentre il laboratorio entra in funzione nel 2018, anno in cui avviene la prima visita del presidente Macron in Cina. Ma, come previsto, la collaborazione franco-cinese è durata finché c’era da costruire il P4. Una volta realizzato, i francesi vengono di fatto estromessi dall’attività e dal controllo. I 50 ricercatori francesi previsti dall’accordo non sono mai partiti, e il laboratorio P4 di Wuhan lavora in totale autonomia, senza le verifiche e la tutela francese prevista inizialmente dall’intesa Chirac-Hu Jintao.

Le parole della Merkel e di Macron

Intanto il segretario di Stato americano Mike Pompeo invoca un’inchiesta, il presidente Emmanuel Macron dice che in Cina «sicuramente sono accadute cose che non sappiamo» e anche la cancelliera Merkel richiama la Cina a una maggiore trasparenza. Per adesso, molte teorie di complotto e nessuna prova sul fatto che il Covid-19 possa essere sfuggito al laboratorio di Wuhan.