La Cassazione ha annullato con rinvio al Tribunale per i minorenni di Napoli la misura cautelare in carcere per il minore di origini pakistane arrestato lo scorso 26 marzo con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della madre.
Il giovane, insieme ai suoi due fratelli e alla sorellina, aveva accusato la madre di abusi sessuali. La donna, invece, con una propria denuncia, aveva accusato il marito di aver manipolato i figli e di averli convinti a denunciare falsi abusi, sostenendo a sua volta di essere vittima di violenze domestiche da parte del coniuge e della sua famiglia di origine.
A seguito di questi eventi, il Tribunale per i minorenni di Napoli era intervenuto sottraendo la potestà genitoriale a entrambi i genitori e collocando i minori nella stessa casa per la protezione delle donne maltrattate in cui si trovava rifugiata la madre. È proprio in quella struttura che è avvenuto l’accoltellamento.
L’avvocato Luigi Ferrandino, che difende il minore insieme all’avvocato Domenico Cesaro, ha fatto emergere, a seguito di indagini difensive, che all’ingresso nell’Istituto Penale Minorile di Nisida, il minore era risultato positivo a un mix di sostanze tossiche — ecstasy, oppiacei, metadone e barbiturici — somministrate, secondo l’ipotesi difensiva, con l’inganno nel periodo precedente all’arresto.
Il sospetto avanzato dalla difesa è che la madre abbia tentato di avvelenare il figlio per impedirgli di testimoniare contro di lei per le accuse di abuso, e che, non riuscendoci, abbia tentato di accoltellarlo. Il ragazzo, secondo questa ricostruzione, si sarebbe difeso sottraendole il coltello.
Nella giornata di ieri, il padre dei quattro minori ha presentato denuncia, chiedendo che vengano svolti accertamenti anche sui tre figli ancora ospitati nella casa di accoglienza, per verificare se vi siano stati ulteriori tentativi di avvelenamento anche nei loro confronti.