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lunedì, Agosto 8, 2022
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Agguato a Fuorigrotta, il pentito Youssef fa tutti i nomi:«Quel giorno andò così»


E’ un fiume in piena Youssef Aboumuslim, ex luogotenente della mala di Bagnoli nonchè nipote del boss Massimiliano Esposito ‘o scognat. Le sue rivelazioni stanno scuotendo alle fondamenta la mala di Napoli ovest: tra le sue prime rivelazioni quelle relative al tentato omicidio di Vincenzo Scodellaro, capopiazza vicino ai Troncone gambizzato a Fuorigrotta nel settembre dell’anno scorso. Come anticipato da Il Roma nei giorni scorsi la Procura di Napoi ha disposto la conclusione delle indagini preliminari per gli uomini che avrebbero fatto parte del commando: oltre allo stesso Youssef figurano nomi come Gennaro Marrazzo, Lucio Musella, Michele Ortone, Diego Iuliano, Gabriele Puglisi, Antony Junior Manuel Lopes (quest’ultimi destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare solo alcuni giorni fa per il tentato omicidio dello stesso Ortone) e Carlo Pulicati. Dovranno rispondere di tentato omicidio aggravato dalla finalità mafiosa.

Il racconto di Youssef: Scodellaro punito per un debito

Il primo verbale sull’episodio è risalente al marzo scorso:«Numerose persone iniziarono a lamentarsi con me che Scodellaro non onorava i debiti, in particolare Puglisi Gabriele venne a lamentarsi da me che non riceveva le somme promesse dallo Scodellaro a fronte di cessioni di bancomat e postepay che lui riusciva ad ottenere ed intestate a terze persone. Infine per quanto attiene l’aggressione voglio evidenziare che l’aggressione è nata per un debito di 14mila euro non onorato da Scodellaro nei confronti di tale Di Rema che noi chiamavamo “Pisellino”. Quest’ultimo per il recupero si rivolse a Bitonto Luigi tramite Raffele Dello lacolo. Bitonto Luigi, appresa la circostanza si rivolse a Massimiliano Esposito, per il recupero del credito e Massimiliano Esposito disse che l’avrebbe recuperato lui. Massimiliano mi convocò per il recupero e a quel punto, premettendo che non dovevo avere più rapporti con “Pisellino”, mi disse di far capire allo Scodellaro che doveva restituire i soldi. Ricevuta questa disposizione, poiché Puglisi che nel frattempo era passato con me su Bagnoli, doveva avere da Scodellaro circa 300/400 curo e doveva andare a chiederli a quest’ultimo, dissi a Puglisi di farsi dare una parte dei 14.000 curo e che me li avrebbe dovuti riportare. Puglisi si recò da Scodellaro e Scodellaro lo picchiò, non dandogli niente. A questo punto mi recai da Massimiliano Esposito, il quale disse che a mia volta avrei dovuto mandarlo in ospedale per quello che aveva fatto al Puglisi. A questo punto, chiamai Musella ed organizzammo di andare dallo Scodellaro. lo e Musella tuttavia prendemmo la decisione di sparare allo Scodellaro. Quando prendemmo questa decisione, Massimiliano Esposito non ne fu informato». A essere tirato in ballo anche il ras di Pianura Antonio Calone:«Antonio Calone in persona – ha spiegato – ci diede appoggio dandoci due telefonini per comunicare tra di noi e con Massimiliano, nonché fece venire con noi due ragazzi, tale Antony e Davide, che potrei riconoscere in foto, per l’aggressione a Scodellaro».

Le lamentele dei Troncone

Vista la vicinanza di Scodellaro i Troncone non presero bene quel raid punitivo tanto che Youssef racconta di aver avuto una telefonata dal figlio del boss Troncone in cui quest’ultimo gli faceva capire che il raid era stato una ‘mancanza di rispetto’ per il suo gruppo:«Quando ero detenuto e avevo il telefono che successivamente ho consegnato, parlai con Giuseppe Troncone, il quale in relazione al ferimento di Scodellaro si lamentò del fatto che nel ferire quest’ultimo avevamo mancato di rispetto al suo gruppo».

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