HomeCronacaAgguato mortale a Marano, ucciso il cognato del boss Nuvoletta

Agguato mortale a Marano, ucciso il cognato del boss Nuvoletta

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 Un agguato eccellente quello compiuto sabato mattina a Marano con l’omicidio di Castrese Palumbo, cognato di Angelo Nuvoletta storico boss dell’omonimo clan di Marano. Ben dodici i colpi repertati dai carabinieri alcuni dei quali hanno centrato l’80enne alla testa. Un agguato dunque studiato. Forse organizzato da tempo. Condannato nel 2003 a 13 anni fin dagli anni ottanta risulta organico al clan perché indiziato per reati di associazione. Nel suo passato anche un arresto a Caserta con accuse legate al traffico di droga. Castrese Palumbo era conosciuto negli ambienti criminali come ‘Svitapierno’ L’omicidio è avvenuto tra via Svizzera e Corso Europa dove i sicari arrivati su un due ruote si sono avvicinati ad un’auto e hanno fatto fuoco. Dodici i colpi repertati dai carabinieri: Palumbo è morto sul colpo visto che i killer hanno mirato alla testa.

Giuseppe Palumbo figlio di Castrese Svitapierno

Nell’aprile 2010 Giuseppe Palumbo, figlio di Castrese, si impiccò nella sua cella del carcere fiorentino di Sollicciano. E’ rimasto un mistero fitto quello che avvolse la morte del 34enne, accusato di essere il mandante ed esecutore materiale del doppio raid punitivo in una sala giochi di Giugliano e in una sala bowling a Pozzuoli risalenti al 14 marzo del 2010. Venne rintracciato ed arrestato a Firenze, dove lui risiedeva, dagli uomini della guardia di Finanza. Giuseppe Palumbo era figlio di Castrese, conosciuto con il soprannome di ‘svitapierno’, ritenuto dagli inquirenti “una figura apicale dell’organizzazione camorristica Nuvoletta, egemone a Marano”.

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Palumbo era inoltre zio di Aurelio Taglialatela, accusato dell’omicidio volontario di Corrado Finale ucciso nel settembre 2024. Secondo il racconto dell’indagato, la vittima e l’amico Umberto G. lo avrebbero atteso mentre stava rincasando. I due avrebbero estratto un martello con il quale avrebbero frantumato il vetro all’auto di Taglialatela. Quest’ultimo, per vendicarsi, li avrebbe rincorsi e investiti. Subito dopo il tragico incidente, il 18enne si è spontaneamente costituito ai carabinieri.

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