Al rione Amicizia la centrale delle auto rubate:«Affare possibile solo con il permesso del clan Contini»

Un affare a più zeri reso possibile soltanto con il beneplacito del clan Contini. Un affare che ha fruttato 300.000 euro al mese, con 3-4 autovetture rubate mediamente ogni notte. E’ stato questo quanto scoperto dai carabinieri della compagnia Centro che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Napoli su richiesta della locale Procura nei confronti di 15 indagati ritenuti appartenenti ad un gruppo criminale attivo nell’area di Napoli e provincia dedito al furto, riciclaggio e ricettazione di autovetture. I militari hanno accertato che dopo i furti le autovetture venivano occultate per strada nel rione Berlingieri di Secondigliano o nel rione Amicizia dove, private dell’eventuale sistema GPS, venivano recuperate a distanza di poche ore da altri appartenenti al sodalizio, quelli addetti allo spostamento. Nel passaggio successivo parte dei veicoli entravano nel “mercato nero” dei ricettatori, con rivendita delle varie componenti meccaniche e di carrozzeria; un’altra parte invece veniva indirizzata verso il terzo passaggio della “catena di montaggio”: la ri-punzonatura di telaio e motore eseguita da tecnici in un’area di Ponticelli applicando i numeri seriali di autovetture circolanti immatricolate all’estero, prevalentemente in Spagna, Francia e Germania, “clonate” con documenti esteri acquisiti in maniera fraudolenta. Passaggi consolidati da tempo in quartieri dove i furti di auto hanno sempre costituito una fetta consistente degli introiti dei gruppi locali: basti pensare che nella zona tra il Terzo mondo e il rione Berlingieri operava Giovanni Cortese ‘o cavallaro’, uomo di assoluta fiducia di Paolo Di Lauro ma soprattutto ‘un’autorita’ nel campo dei furti di auto.