don Silverio Mura Sacerdote di Ponticelli
don Silverio Mura

Il 28 ottobre a Pavia rinviato a giudizio il sacerdote di Ponticelli per essersi rifugiato sotto falsa identità in una congregazione nel pavese. La vittima degli abusi che lo ha denunciato parla a La Radiazza:”Giustizia. Vogliamo sapere chi lo ha aiutato a fuggire”. Borrelli e Simioli: ”La verità dovrà venire a galla. Basta con questo clima di omertà.”

Il prossimo 28 ottobre presso il Tribunale di Pavia comincerà il processo contro don Silverio Mura, accusato di aver utilizzato un nome fasullo per trovare ospitalità presso una congregazione nel pavese.

Il processo al Sacerdote di Ponticelli

Era il 2010 quando Arturo Borrelli di Ponticelli, oggi 46 enne, denunciò il sacerdote di Ponticelli don Silverio Mura per abusi sessuali perpetuati nei suoi confronti in maniera continuativa dal 1988 al 1991. Dopo la denuncia don Mura si era dileguato nel nulla per poi essere ritrovato come insegnante in un istituto alberghiero di Cicciano per poi far perdere nuovamente le tracce di sé. Si è in seguito scoperto che il sacerdote era stato ospitato dalla Congregazione dei missionari della Divina Redenzione sulle colline dell’Oltrepò Pavese sotto il nome fasullo di don Saverio Aversano.

Le parole di Borrelli su don Silverio Mura

“La mia gioventù e la mia età adulta sono state caratterizzate da ansia, panico e depressione, tutto a causa di quegli abusi. Dopo essermi rivolto a medici e alla Rete L’abuso, composta da legali e psicologi, ho avuto modo di analizzare l’origine del mio malessere. Ho denunciato don Silverio Mura chi aveva abusato di me, lo stesso ha fatto Raffaelle esposito nel 2019. La Rete L’abuso, grazie alla quale il sacerdote era stato individuato prima a Cicciano e poi nel Pavese, si costituirà parte civile nel processo. Chiediamo giustizia e vogliamo sapere come sia stato possibile che gli si stato concesso di cambiare nome e di avere ancora a che fare con i giovani.

Don Silverio Mura si è giustificato dicendo che è stato obbligato a cambiare nome perché perseguitato dalla stampa. Vogliamo sapere chi lo ha aiutato. E chi non gli sia più consentito di celebrare messa, di insegnare ai ragazzi e chi gli siano tolti gli abiti da sacerdote. Incredibile che la chiesa continui ancora a difenderlo” – le parole di Arturo Borrelli che si è rivolto al Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli ed è intervenuto in diretta telefonica a La Radiazza.

“Seguiamo la vicenda di Arturo san dall’inizio. Ci congratuliamo per il coraggio che ha dimostrato nel denunciare, non ha avuto dimore dia affrontate la Chiesa. Addirittura ascoltato da Papa Francesco.

Ci auguriamo e chiediamo che questo processo riesca a far emergere tutta la verità. Anche se il presunto reato di pedofilia è caduto in prescrizione, e che si faccia giustizia per davvero. Chiediamo, soprattutto, che sia messa fine al clima di omertà che troppo spesso caratterizza alcuni ambiti della Chiesa”. Questo il commento del Consigliere Borrelli con il conduttore radiofonico Gianni Simioli.

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