Norina Matuozzo e Salvatore Tamburrino, sullo sfondo estratto da clip Amore Criminale
Norina Matuozzo e Salvatore Tamburrino, sullo sfondo estratto da clip Amore Criminale

La storia di Norina Matuozzo, la giovane mamma uccisa a Melito il 2 marzo 2019 dal marito Salvatore Tamburrino, raccontata domani sera ad Amore Criminale.

La penultima puntata del programma di Matilde D’Errico ripercorrerà, tra ricostruzioni e interviste, l’intera vicenda, dai primi anni di conoscenza tra Norina e Salvatore fino al tragico epilogo. All’interno della trasmissione ci saranno anche contributi – come video e/o articoli – della redazione di InterNapoli.it.

“Mi ha solo detto che il marito era un violento. Che la vessava in ogni modo e aveva un sacco di conoscenze tra gli avvocati di Napoli. Per questo lei non voleva un avvocato che fosse di lì”. Queste le parole dell’avvocato Loredana Gemelli, legale di Norina, in un estratto video pubblicato sulla pagina Facebook del programma.

Amore Criminale, l’omicidio di Norina Matuozzo

Era il 2 marzo 2019 quando Norina Matuozzo venne uccisa dal marito a casa dei genitori a Melito. L’uomo, Salvatore Tamburrino, esplose tre colpi di arma da fuoco contro la madre dei suoi figli, la quale chiedeva il divorzio dopo anni di violenze e maltrattamenti. La decisione definitiva di lasciare il compagno era poi arrivata dopo la scoperta del tradimento con un’altra donna. Ma Tamburrino, che quel giorno si recò a casa dei genitori di Norina (dove quest’ultima era momentaneamente trasferita con i figli) per un “chiarimento”, non accettava la decisione della donna di volersi rifare una vita.

Salvatore Tamburrino condannato all’ergasotolo per l’omicidio di Norina Matuozzo

Nel 2020, un anno dopo l’omicidio della moglie, Salvatore Tamburrino venne condannato al’ergastolo dal giudice per le indagini preliminari Barbara Del Pizzo del tribunale di Napoli Nord. Il gip, all’esito del giudizio con rito abbreviato, dispose il massimo della pena per l’ex braccio destro di Marco Di Lauro. Lui che anche nel giorno della condanna provò a giustificarsi, a sminuire la sua condotta dicendo che non voleva uccidere Norina, ribadendo di amare sua moglie pur ammettendo di averla picchiata in passato.

Venne inoltre disposta l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e la decadenza della potestà genitoriale; nonché una provvisionale (una sorta di anticipo sul risarcimento danni) in favore dei genitori di Norina (rappresentati dall’avvocato Giuseppe Scafuro). Vennero prontamente respinte le richieste della difesa che aveva chiesto non solo le attenuanti, ma anche la cancellazione delle aggravanti della premeditazione e dei maltrattamenti.

Il 31 marzo scorso, la Prima Sezione della Corte d’Assise d’Appello ha respinto la richiesta di concordato con una condanna a trent’anni per Tamburrino: nessuno sconto dunque per l’ex ras del Terzo Mondo.

L’arresto di Marco di Lauro

Sabato 2 marzo 2019. una data che difficilmente sarà dimenticata a Napoli e nell’hinterland partenopeo. Una giornata dai due volti, quello pieno di lacrime per l’uccisione di Norina Matuozzo e quello raggiante delle Stato per l’arresto di Marco Di Lauro. Poco più di due anni fa la cattura di uno dei latitanti della camorra più ricercati d’Italia.

Tanti i retroscena svelati a due anni di distanza. A partire dalle dichiarazioni che fece subito dopo l’arresto quel Salvatore Tamburrino, braccio destro di Marco Di Lauro, finito in manette dopo aver ucciso la moglie Norina. Fu lui a rivelare il nascondiglio di F4, come anticipato da InterNapoli.it, poi confermato dalle indagini seguenti. Oggi Tamburrino è collaboratore di giustizia.

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