Armi custodite a Bagnoli per il clan, arrivano le condanne

Erano accusati di aver custodito armi per il nuovo gruppo dominante nella zona di Bagnoli. Ieri per loro sono arrivate le condanne. Alla sbarra Enrico Di Martino, 31 anni, e Anna Chiaiese (imparentata al ras Massimiliano Esposito indicato come il nuovo vertice del gruppo emergente). I due condannati a tre anni e quattro mesi a testa. Lo riporta Il Roma. Il rinvenimento delle armi era avvenuto lo scorso febbraio. Ad intervenire gli uomini dei commissariati Bagnoli e San Paolo. I poliziotti intervennero in un appartamento in via Contrada Pisciarielli, indicata dalle ultime informative come area di competenza del nuovo gruppo che avrebbe messo nel mirino la conquista di un’ampia fetta dell’area flegrea. Il bilancio finale cospicuo: quattro persone arrestate, di una mitraglietta Uzi, di un fucile mitragliatore, due caricatori e diverse cartucce sequestrate.

La situazione criminale a Bagnoli

Il sequestro sembrava confermare le indiscrezioni filtrate dalle informative di polizia e cioè il rinnovato attivismo del gruppo di Bagnoli retto proprio dal ras Esposito, originario di Secondigliano e con un passato nella vecchia guardia dei D’Ausilio. Esposito, dopo l’arresto del boss ‘Mimì ‘o sfregiat’, fu tra i primi a resistere all’avanzata degli scissionisti del ras Alessandro Giannelli (la cui roccaforte è a Cavalleggeri). Qualche anno fa a finire in manette fu suo figlio Christian che, insieme ad un complice, aveva iniziato a taglieggiare i commercianti del quartiere. Entrambi erano diventati il terrore delle loro vittime, contro le quali era stata imposta quella che chiamavano ‘la tassa della tranquillità’. Secondo le ultime informative Esposito senior avrebbe messo già in piedi un proprio gruppo, circostanza che preoccupa non poco chi conosce le dinamiche criminali dell’area occidentale. ‘O scognat fu il reggente del clan D’Ausilio tra il 1997 e il 2002.

PER RESTARE SEMPRE INFORMATO, VAI SU INTERNAPOLI.IT O VISITA LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK