Camorra di Marano, clamorosa assoluzione per Nicola Raimondo: cadono le accuse

Il pubblico ministero aveva chiesto per lui dodici anni di reclusione. In primo grado è andato invece completamente assolto. Si sono sciolte come neve al sole le accuse nei confronti di Nicola Raimondo ‘Semmenzella’, indicato dagli inquirenti come esponente del clan Orlando. L’uomo è soprattutto nipote di Armando Del Core, il ras di Marano coinvolto nell’assassinio del giornalista Giancarlo Siani. Raimondo rispondeva di appartenenza al clan Orlando e di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata per aver favorito il gruppo dei ‘Carrisi’: si tratta del processo relativo all’inchiesta che, quasi tre anni fa, portò al completo smantellamento della cosca di Marano. La maggior parte degli imputati aveva scelto il rito abbreviato mentre Raimondo, difeso dagli avvocati Luigi Senese ed Emilia Granata, aveva optato per il rito ordinario. Scelta rivelatasi vincente: davanti alla Ia sezione del tribunale di Napoli Nord (presidente Di Leone) per Raimondo sono così cadute tutte le accuse. Il pubblico ministero Di Mauro aveva chiesto per lui 12 anni di reclusione.

L’accusa di estorsione per Nicola Raimondo

Nicola Raimondo aveva già in precedenza ottenuto un risultato clamoroso grazie all’abile lavoro del suo legale: era il dicembre del 2017 quando la Sesta Sezione della Corte di Cassazione aveva annullato l’ordinanza del Riesame per l’uomo. Arrestato insieme ad altre due persone con l’accusa di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Le indagini permisero di ricostruire delle richieste estorsive ad opera dei tre nei confronti di un impresa impegnata in lavori pubblici nel Comune di Marano.

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