Attentato in Iraq, tornati in Italia i cinque militari feriti: trasportati all’ospedale di Roma

Sono atterrati a Ciampino, Marco Pisani, Paolo Piseddu, Andrea Quarto, Emanuele Valenza, Michele Tedesco, i militari italiani feriti nell’attentato in Iraq rivendicato da Daesh. Il C130 dell’Aeronautica militare, proveniente dalla base di Ramstein, in Germania, con a bordo i militari è atterrato alle 16.43 all’aeroporto militare di Ciampino. Ad accogliere i feriti, oltre ai familiari, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ed il capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli. A bordo dell’aereo hanno viaggiato anche alcuni familiari giunti ieri a Ramstein con un C130 messo a disposizione dalla Difesa.

 

Le fasi di sbarco dei militari feriti si stanno svolgendo all’aeroporto militare di Ciampino all’insegna della discrezione e della riservatezza. Pochi minuti dopo l’atterraggio del C130 cinque ambulanze militari e pulmini si sono recati sotto bordo del velivolo dalla rappresentanza del 31esimo stormo dell’Aeronautica militare.

 

A seguire i ministri Guerini e Di Maio, con accanto il capo di stato maggiore della Difesa Vecciarelli, il capo di stato maggiore dell’esercito generale Salvatore Farina ed il capo di stato Maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, si sono recati sotto bordo dove hanno incontrato i militari e i familiari. Pochi minuti, lontano dagli occhi della stampa, per poi fare ritorno nella sala di rappresentanza. I militari verranno trasferiti a breve all’ospedale militare del Celio.

Nel pomeriggio, Di Maio, in audizione alle Commissioni di Camera e Senato sulle linee programmatiche della Farnesina, aveva annunciato il rietro dei soldati, aggiungendo che sarebba andato riceverli insieme con il ministro della Difesa. Di Maio aveva colto l’occasione per ribadire la «vicinanza del governo per i militari italiani all’estero per rischiano la vita ogni giorno».

La decisione del rimpatrio, si legge in una nota della Difesa, «è stata presa dopo che i medici militari italiani hanno appurato le loro condizioni presso l’Ospedale militare Usa della Base di Ramstein in Germania e deciso di trasferirli presso l’ospedale militare del Celio a Roma». Ad accogliere i feriti e i loro familiari all’aeroporto di Ciampino, dove arriveranno nel primo pomeriggio, ci sarà – oltre ai ministri Di Maio e Guerini – anche il capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli.

Di Maio, poi, era intervenuto sulla delicata questione dei foreign fighters. «Alla riunione domani a Washington della coalizione anti-Daesh affronteremo la questione del ritorno dei foreign fighters». Così il ministro degli Esteri nell’audizione della commissioni Esteri di Camera ed Senato riunite, ricordando che «abbiamo sentito le dichiarazioni di Erdogan che diceva “adesso ve li rimandiamo tutti”». Pur sottolineando che per l’Italia «i numeri sono gestibili», il titolare della Farnesina aveva aggiunto che la questione si deve affrontare con gli altri Paesi europei e della coalizione «con estrema attenzione». Bisogna evitare il rischio che «possa creare ulteriore sensazione di instabilità nella popolazione».