Borrelli accusa Man of Reality: “Padre e zio sono stati in galera, hanno ucciso una persona”

E’ scoppiata la polemica tra l’influencer Federico d’Agostino e il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. Il politico ha postato un video del giovane, conosciuto sul web con il nickname Man of Reality e che ha fondato una seguita pagina Facebook.  “Indovina chi? Facciamo un gioco. Indovinate chi è colui che mi attacca da giorni perché mia madre ha fatto con il suo motorino e con la sua Panda un tratto di strada sotto casa sua in contromano? Indovinate chi è colui che sostiene che non potrei fare nessuna battaglia per la legalità visto che mia madre ha fatto questa infrazione (ripresa e seguita da persone che però non l’hanno denunciata o chiamato la polizia ma hanno preferito fornire a Tony Colombo e quest’altro personaggio i video) per la quale ho chiesto che vanga punita severamente.  – ha scritto Borrelli nel suo post – Avete indovinato? Adesso indovinate chi è il protagonista di questo video di qualche tempo fa, dove affranto per le accuse di alcuni cittadini afferma che non può certo essere data a lui la colpa se: suo fratello è imparentato con famiglie legate alla camorra lo stesso fratello ha precedenti penali suo padre e suo zio sono stati in carcere per aver ucciso una persona Avete indovinato anche stavolta? Ah, sono la stessa persona? Ops… Scherzi a parte, la differenza fra di noi sta tutta qui. Per me non esistono due pesi e due misure. Per me le regole valgono per tutti allo stesso modo, sempre e comunque. A me non interessa di chi sei parente, amico o conoscente, se sbagli paghi. Per me rispondi delle tue azioni di quelle di nessun altro, chiunque tu sia. Buone cose“.

Nel video D’Agostino ha risposto alle accuse mosse dal politico napoletano: “Hai affermato che mio fratello è imparentato con una famiglia camorristica. E da quanto avere un fratello che ama una persona con larghe parentele, equivale a far parte di un clan camorristico? Mio fratello ha precedenti penali: litigò 4 anni fa con il capitano della polizia sotto un posto di blocco e lo condannarono per oltraggio. Che camorrista eh? Che cosa posso farci se mio fratello ha commesso un piccolo errore? Io che ci azzecco? – continua D’Agostino – Hai dichiarato che mio padre è stato in carcere, è vero. Nel 1998 insieme al fratello maggiore si trovò coinvolto in una rissa con un giovane per una questione di traffico. Successero le mazzate, la lite finì e ognuno proseguì per la propria strada. Dopo 3 ore quel ragazzo morì per emorragia perché non si recò in ospedale. Mio padre e mio zio si costituirono e furono condannati: ecco perché mio padre è stato in galera“.

IL VIDEO

IL POST DI IERI