Il fenomeno del bradisismo in atto a Pozzuoli sta preoccupando non poco i cittadini e le istituzioni. I movimenti del suolo e le scosse – intensificatesi nei numeri – nelle scorse settimane ha fatto suonare un campanello d’allarme. I campi flegrei sono sotto il costante controllo dell’Istituto di Geofisica e vulcanologia e dell’osservatorio vesuviano. Insieme proprio al Vesuvio, infatti, la caldera dei Campi flegrei è uno dei vulcani più osservati al mondo. Come specificato dai responsabili dell’osservatorio vesuviano, infatti, tra Vesuvio e Campi Flegrei sono presenti le più sofisticate attrezzature utilizzate nella vulcanologia mondiale.

Il fenomeno di bradisismo a Pozzuoli è attentamente monitorato dalla Comunità scientifica. Al momento non vi sono particolari motivi di allarme“. Così il capo del Dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli, giunto a Pozzuoli dopo la forte intensificazione di fenomeni sismici, accompagnati da boati, dall’inizio di gennaio. “Il sollevamento della terra nell’area flegrea- ha aggiunto Borrelli – avviene ad un ritmo di 12 mm al mese”. Il capo della Protezione civile ha definito “situazione di attenzione” quella attuale, e ha aggiunto che “al momento non vi sono ragioni per cambiare lo scenario”. Una esercitazione nazionale di Protezione civile potrebbe svolgersi in autunno a Pozzuoli.

I fenomeni divenuti più intensi dallo scorso mese di ottobre hanno riportato al centro del dibattito la necessità di un piano di prevenzione ed evacuazione. Le esercitazioni, come accaduto in passato per il Vesuvio, appaiono infatti insufficienti per informare e ‘formare’ i cittadini. I residenti nelle aree a maggior rischio vulcanico, da sempre, chiedono maggiore attenzione sulla necessità di un reale piano di evacuazione. Una domanda che attende risposta da troppo tempo.

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