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Bruno accoltellato a Chiaia, la mamma: “Uscirà da questa situazione, è un leone”

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«Uscirà da questa situazione, è un leone»Dorotea Pirolozzi, parlando a InterNapoli.it, non ha dubbi sulla capacità di ripresa di suo figlio Bruno Petrone, il 18enne giocatore dell’Us Angri 1927 accoltellato due notti fa in via Bisignano a Chiaia. Due le ferite gravi riportate dal calciatore: uno al fianco sinistro e l’altro al ventre. Bruno si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata all’Ospedale San Paolo di Fuorigrotta dove gli è stata asportata la milza a seguito di una delicata operazione chirurgica.

Dopo una notte apparentemente tranquilla, come ci conferma sua madre al telefono, «stiamo attendendo l’esito della Tac a cui si è sottoposto. I dottori – l’aggiunta di mamma Dorotea – hanno anche detto che il fisico atletico di mio figlio potrebbe aiutarlo a superare questa fase difficile». Con lo spirito da combattente, la donna aggiunge:«Io sono qui al Reparto di Rianimazione, accanto a lui, e non mi muoverò di qui fin quando non starà meglio. Mio figlio è un leone, uscirà da questa situazione. Per il momento però chiedo ai giornalisti un po’ di discrezione nei nostri confronti».

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I responsabili del ferimento 

Dopo le indagini avviate dai carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Centro e dei carabinieri di Chiaia, attorno alle 18 di ieri un ragazzino di 15 anni, sentitosi evidentemente alle strette, si è presentato alla Questura di Napoli ammettendo di aver ferito con dei fendenti Bruno Petrone. Contestualmente, un 17enne si è recato alla Caserma Pastrengo, sede del Comando provinciale dei carabinieri, ammettendo di aver partecipato all’aggressione del calciatore. In tutto, sono 5 i minorenni coinvolti che dopo il ferimento di Bruno si sono dileguati in sella a degli scooter.

La convalida dei fermi

Nella mattinata di domenica la Procura dei Minori dei Colli Aminei ha emesso dei decreti di fermo nei confronti di quattro ragazzini di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Fondamentali si sono rivelate le telecamere di videosorveglianza della zona visionata dai carabinieri della Compagnia di Napoli Centro che hanno individuato le moto su cui viaggiavano i minorenni per aggredire Bruno.

Le precedenti dichiarazioni di Dorotea

In precedenza Dorotea Pirolozzi si era lasciata andare ad un duro sfogo al Corriere della Sera. Ai genitori dei presunti responsabili ha chiesto di «farsi un esame di coscienza. Ogni mamma è capace di accorgersi se un figlio è a rischio per sè o per gli altri e se ha una parte cattiva. E dovrebbe porvi rimedio». A Napoli, dove Bruno vive da due anni dopo l’ingaggio da parte del Sorrento trasferendosi da Minturno la località in provincia di Latina di cui è originario, secondo Dorotea «ci sono troppe armi, troppa violenza. Gli episodi sono frequenti. Sembra di vivere un episodio di Gomorra ogni sera». Dorotea ha rivelato che quando l’ha rivisto suo figlio le ha chiesto se potrà tornare a giocare come si stanno augurando non solo i dirigenti e i compagni di squadra dell’Angri ma tutto il mondo del calcio e tutte le persone a cui l’uso delle armi fa ribrezzo.

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Antonio Sabbatino
Antonio Sabbatinohttp://InterNapoli.it
Iscritto all'Albo dei pubblicisti dall'ottobre 2012, ho sviluppato nel corso degli anni diverse competenze frutto dell’esperienza sul campo in ambito politico, sociale, della cronaca, sia bianca che nera. Sono stato conduttore radiofonico di programmi musicali presso Radioattiva, radio web napoletana e redattore e collaboratore di diverse testate online. Attualmente sono inviato per InterNapoli.it che rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama giornalistico napoletano, campano, la neonata testata Tell che approfondisce i grandi temi politico-sociali a più livelli e Comunicare il Sociale rivista specializzata di Terzo Settore. Vincitore di diversi premi giornalistici locali e nazionali, sono mosso sempre dalla curiosità: il vero sale di questo mestiere.
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