Maria Robustelli avrebbe trasformato casa sua in un call center. Da un palazzo dell’Arenaccia sarebbero partite le tante telefonate dei truffatori verso le anziane vittime. La 47enne è accusata di essere una complice di Alessandro D’Errico e Antonietta Mascitelli, entrambi ritenuti a capo dell’organizzazione dei raggiri. Oltre a mettere a disposizione la sua abitazione, Robustelli avrebbe partecipato anche all’adescamento delle vittime in occasione di diverse truffe. Con lei viveva il figlio Vincenzo Scutieri, accusato di aver svolto il ruolo di telefonista.
Il call center sarebbe stato utilizzato fino al novembre 2024, così come emerso dalle immagini della videosorveglianza e dai servizi di osservazione condotti dai carabinieri. Il ruolo di Robustelli all’interno dell’organizzazione sarebbe emerso proprio dalla viva voce degli altri indagati: infatti in un’intercettazione, captata nell’ottobre 2024, ci sono diversi riferimenti alla 47enne.
Carmela Mascitelli: Vuole imparare.
Vincenzo Scuteri: Vuole imparare la Robustelli.
Assunta Olisterno: Amò è sempre nella ‘nostra paranza’… non te la prendi la Robustelli.
Il Procuratore Gratteri: “Hanno abusato delle fragilità degli anziani”
Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha parlato in conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli de blitz. “Hanno abusato della fragilità e dell’età degli anziani, di gente malata, in difficoltà, sola in casa e con i figli lontani, utilizzando le solite telefonate, fingendosi carabinieri e chiedendo soldi per la cauzione. Non è essere bravi truffatori, ma spregiudicati, delinquenti, anche se devo dire per legge che sono dei presunti innocenti. Sono persone che abusano degli anziani. Sono reati estremamente odiosi che riguardano la parte fragile della società. La gente deve sapere che i carabinieri non chiamano mai a casa. Se c’è necessità vengono di persona con il tatto di sempre“, ha dichiarato il capo della Procura partenopea.
Le telefonate alle vittime
Ieri nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, Palermo, Brescia, Pavia e Cosenza, i Carabinieri del Comando Provinciale di Genova, con la collaborazione dei Comandi dell’Arma dei territori interessati, eseguivano un’ordinanza di custodia cautelare. Provvedimento emesso dal GIP di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale, nei confronti di 21 soggetti.
Capi, telefonisti e trasfertisti: i nomi dei truffatori di Napoli


