Il clan Raia gestiva il cambio dei vertici rispettando rigorosamente i vincoli di sangue. Oggi la Squadra Mobile e i carabinieri del gruppo hanno notificato 15 arresti agli affiliati e sequestrato droga e denaro. A sottolinearlo oggi, nel corso di un conferenza stampa in Procura a Napoli, sono stati il procuratore Nicola Gratteri, il procuratore aggiunto Sergio Amato, il capo della Squadra Mobile Giovanni Leuci e il tenente colonnello Giuseppe Musto, comandante del Gruppo Napoli.
“Una camorra di serie A“, ha commentato il procuratore di Napoli che poi ha aggiunto: “Stiamo dimostrando che non ci sono zone franche in Campania, che questa non è una terra di nessuno, che è possibile sperare. Noi interveniamo sul piano giudiziario.
Questo è un territorio vasto, in particolare la provincia di Napoli, ed effervescente, nel bene e nel male“.
“I vincoli di sangue nel clan Raia”
“Una caratteristica è quella della gestione dei Raia su base dei vincoli di sangue – ha detto Leuci – per ogni componente di vertice arrestato c’era sempre uno pronto a ereditare lo scettro, anche prendendo ordini dal parente arrestato che si teneva in contatto via cellulare”.
E infatti, insieme con i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, vengono contestati associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, il traffico di armi (anche utilizzando il vicino campo rom) e anche l’uso di cellulari in carcere (per alcuni indagati). L’inchiesta della DDA di Napoli ha documentato l’espansione in una fetta di territorio di Scampia della famiglia Raia, articolazione del clan Amato-Pagano, a discapito dei clan Abete-Notturno cacciati dalle case popolari e dalle piazze di spaccio.


