Riuscivano a vendere i loro prodotti di cancelleria a prezzi bassissimi grazie alla frode che, dal 2021, mettevano a segno utilizzando un complicato sistema di fatture per operazioni inesistenti: è quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Napoli che oggi, coordinata dalla Procura di Nola, ha notificato un maxi sequestro, da ben 12,6 milioni di euro, a due società del Napoletano, una con sede a Casalnuovo di Napoli e l’altra a Casavatore, che commerciano di articoli di cancelleria all’ingrosso.
Cancelleria “low cost” grazie alla truffa all’IVA, maxi sequestro da 12,5 milioni nel Napoletano
Il decreto di sequestro del gip riguarda anche gli amministratori a cui viene contestato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
I finanzieri della Compagnia di Casalnuovo hanno messo i sigilli a un immobile dal valore di oltre 250 mila euro, 11 automezzi, denaro contante, assegni, orologi di lusso e disponibilità finanziarie.
Le indagini, che coinvolgono 20 soggetti residenti in tutt’Italia, sono scattate dopo due verifiche fiscali eseguite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Napoli e della Compagnia Casalnuovo di Napoli che hanno consentito di riscontrare allarmanti anomalie contabili e alti indici di rischio precursori di uno “schema fraudolento” basato sull’uso sistematico di fatture per operazioni inesistenti emesse da ditte prive di una struttura imprenditoriale (“società cartiere”) riconducibili a prestanomi che erano del tutto ignari di essere titolari di una partita Iva.


