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martedì, Luglio 5, 2022
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Detenuto lascia il carcere di Secondigliano, è affetto da diverse forme di tumore


Un detenuto 43enne ha lasciato il carcere di Secondigliano a causa dei tumori, infatti, a Massimo sono stati concessi gli arresti domiciliari. La notizia è stata data dal Garante dei Detenuti della Campania, Samuele Ciambriello: “Due buone notizie: Un detenuto ex SMCV trasferito fuori Regione e fatto tornare in Campania oggi è uscito dal carcere di Aversa. Massimo 43 anni, malato di diversi tumori domani mattina da Secondigliano va agli arresti domiciliari”.

Carcere di Poggioreale sovraffollato, il garante dei detenuti: “Subito l’indulto”

Nel solo 2020 al carcere Poggioreale 323 atti di autolesionismo; 250 scioperi della fame e/o sete; 467 infrazioni disciplinari; 33 tentativi di suicidio; 2 suicidi e 8 decessi di morte naturale. Nel 2021, non ancora conclusosi: 152 atti di autolesionismo, 1 decesso per cause naturali ed 1 suicidio, 13 tentativi di suicidio sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria e 119 colluttazioni. Sono dati inequivocabili, conseguenze tangibili del sovraffollamento delle celle del “Giuseppe Salvia”.

Le condizioni dei detenuti sono spesso ritenute proibitive per la detenzione in un penitenziario di un Paese democratico come spesso sottolinea il garante delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello.

Le parole al garante

Secondo Samuele Ciambriello, «Poggioreale è una polveriera a miccia corta. Il populismo penale si coniuga con il populismo politico che non ha sosta nemmeno nel corso della pandemia. Nei giorni scorsi il Sindacato di Polizia Penitenziaria (SAPPE), ha denunciato il sovraffollamento del carcere di Poggioreale dichiarando che il Carcere di Poggioreale è diventato una pentola a pressione che mette a serio rischio la sicurezza stessa del penitenziario ed ogni ipotesi di attività trattamentale finalizzata al recupero dei detenuti stessi». Il garante regionale dei detenuti ricorda. «Nel carcere di Poggioreale e più in generale in Campania ci sono 625 detenuti di fuori regione di cui 62 stranieri su un totale di 6429 detenuti. Questa prassi non solo, contribuisce al sovraffollamento delle celle, ma viola il principio di territorialità della pena».

Il tema della custodia cautelare

La questione surplus di detenuti nei vari padiglioni rimanda, secondo Ciambriello, al tema della custodia cautelare in carcere. «Il sovraffollamento è anche sinonimo di un eccessivo ricorso alla custodia cautelare in carcere» che invece «dovrebbe costituire una scelta di extrema ratio. Le leggi non sono una macchina che una volta messa in moto va da sé, le leggi sono pezzi di carta che se lasciamo cadere non si muovono. Talvolta ritardi nelle decisioni, anche della magistratura di sorveglianza che risulta essere sottodimensionata a Napoli, Caserta, Salerno; sono la causa di ansia, angoscia, sofferenza fisica, atti di autolesionismo e sovraffollamento.

Occorrono più misure alternative al carcere» e soprattutto, rilancia lo stesso Samuele Ciambriello, «Occorre che il Governo e il Parlamento facciano di più, un provvedimento serio e di portata nazionale, un piccolo indulto. Credo che il sovraffollamento sia solo una delle mille sfaccettature relative alla qualità della vita e della pena».

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