Coronavirus. Dieci positivi nelle carceri in Campania: il report del Garante dei detenuti

Coronavirus nelle carceri in Campania, il report
Coronavirus nelle carceri in Campania, il report

Il bilancio dei detenuti con diagnosi positiva al coronavirus nelle carceri della Campania è di quattro ‘infetti’. A comunicare il dato è stato il Garante dei detenuti della regione, Samuele Ciambriello, nel report annuale sullo stato delle carceri. Non solo quattro detenuti ma anche 3 addetti del personale sanitario e tre tamponi positivi nella polizia penitenziaria. Il coronavirus fortunatamente ha solo sfiorato le case circondariali della nostra regione in un contesto dal potenziale esplosivo.

All’inizio del lockdown per coronavirus, sommosse e proteste si sono diffuse nelle carceri di tutto lo Paese, creando non poco allarme tra le forze dell’ordine. Proteste, evasioni e manifestazioni di ogni genere misero in seria difficoltà le istituzioni. La promessa di uno screening di massa e alcune scarcerazioni momentanee hanno permesso di mantenere basso il numero dei contagiati.

In Campania i primi casi di positività tra le persone detenute sono stati registrati ad aprile. Attraverso l’applicazione dei protocolli sanitari, molti alla prevenzione del contagio, il coronavirus non si è diffuso nelle carceri, nonostante il tasso di sovraffollamento nelle carceri della Campania. L’emergenza sanitaria in ambito penitenziario si è basata sull’attuazione di collaborazione interistituzionali e multidisciplinari.

Poggioreale: le nuove regole post-covid

Colloqui ridotti e contatti vietati a causa del Covid, cambiano le modalità per introdurre la droga all’interno delle carceri. Anche nel carcere di Poggioreale è cambiato il protocollo per le consuete visite ai detenuti. Il coronavirus, così come accaduto in tutto il Paese, ha avuto le sue ripercussioni anche nello svolgimento dei colloqui nel penitenziario napoletano. Un solo incontro settimanale, solo due congiunti ammessi e le norme di distanziamento hanno ridotto anche le possibilità di scambi ‘illeciti’. Se fino alla dichiarazione di emergenza sanitaria i tentativi, più volte sventati dalla Polizia Penitenziaria, di ‘passaggi’ illeciti – principalmente di droga e cellulari – erano all’ordine del giorno, le nuove misure adottate nel penitenziario hanno reso impossibile ogni contatto. Scambi di scarpe e fugaci sfioramenti utilizzati in passato hanno lasciato il posto a nuovi metodi per l’immissione di droga nella casa circondariale napoletana.