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La commissione Giustizia ha dato l’ok alla legge Zan che quindi passerà  al vaglio del Senato. Il disegno di legge, oltre che dividere il parlamento, ha ottenuto il netto ‘no’ della Conferenza Episcopale Italiana, che ha riaperto l’eterna discussione sul tema della famiglia.

Per la Cei permangono, infatti, “troppi dubbi, serve un dialogo aperto senza pregiudizi”. In particolare, la Presidenza della Conf. Episcopale Italiana ribadisce il sostegno a ogni sforzo teso al riconoscimento dell’originalità di ogni essere umano e del primato della sua coscienza. Tuttavia, una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna”.

Con la la legge Zan sono riaffiorate le ormai note differenziazioni sul concetto di famiglia, che la Cei ritiene immutato ed immutabile.

La Chiesa: la famiglia è costituita dall’uomo e dalla donna

“Il pensiero – osservano i Vescovi – va in particolare ai nostri fratelli e sorelle, alle nostre figlie e ai nostri figli, che sappiamo esposti anche in questo tempo a discriminazioni e violenze. Con Papa Francesco desideriamo ribadire che ‘ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto. Con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza’.

Alla luce di tutto questo, la Cei sente “il dovere di riaffermare serenamente la singolarita’ e l’unicità della famiglia, costituita dall’unione dell’uomo e della donna. Riconosciamo anche di doverci lasciar guidare ancora dalla Sacra Scrittura, dalle Scienze umane e dalla vita concreta di ogni persona per discernere sempre meglio la volontà di Dio. Auspichiamo quindi che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale. In cui anche la voce dei cattolici italiani possa contribuire alla edificazione di una società più giusta e solidale”. (ADN KRONOS)

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